mercoledì 5 novembre 2014

Nota 0.1 sul V.I.T.R.I.O.L


Alle volte sarebbe meglio tacere. L’uso del condizionale è opportuno sia che ci si riferisca ai mondi delle società iniziatiche sia che ci si riferisca a quelli accademici sia che si scelga di lanciare una pietra nel mare del web e non nascondere la mano. Io che non mi riconosco sapiente devo parlare, non perché mi riconosca delle qualità, ma perché devo preparare il cammino a chi verrà.

La catabasi, non è certo un fenomeno moderno, molte culture e civiltà disseminate nello spazio e nel tempo ne hanno raccontato attraverso i loro eroi il significato avvolgendolo nel mito o nell’allegoria. Giusto a titolo di esempio basterà ricordare Orfeo, Eracle,  Enea, Dante sono solo alcuni esempi di “viaggiatori” degli inferi.

Il viaggio agli inferi, il viaggio nell’oscurità più buia è sempre stato associato al viaggio nell’interiorità della persona ed alla conoscenza di se stessi dai tempi dell’oracolo di Delfi alla Psicanalisi. Non è un caso se Jung afferma: “Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine.  Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso.  Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Ma dietro la maschera c’è lo specchio che mostra il vero volto. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore, una prova che basta a far desistere, spaventata, la maggioranza degli uomini. Infatti l’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante” (C. G. Jung, Torino 2013). Questo viaggio potrebbe essere rappresentato dalla XIII lama dei tarocchi, l’unica che tradizionalmente non porta per steso il nome di quanto raffigura. Questa, la morte, deve essere intesa come possibilità di trasformazione.

Questa trasformazione, la pulsione tramite la forma energetica di “eros” ha sempre accompagnato l’essere umano alla ricerca di se stesso. Pulsione in alcuni casi estrema che lo porta a conoscere in modo ultra-razionale a confrontarsi con i propri demoni a voler superate quella soglia sulla cui porta vi è incisa l’idea essenza di Thánatos. Il viaggio verso se stessi è un viaggio che si compie nella materia sino ai suoi strati più sottili. E’ un viaggio in cui come per i principi della fisica “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (Antoine Lavoisier - legge della conservazione della massa o il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell'energia). Questo viaggio e questa trasformazione non possono non lasciare atterrito il viaggiatore che lo compie. Basti pensare ad una delle affermazioni di Paracelso sull’argomento: “Colui che vuole entrare nel regno divino, deve prima entrare nel corpo di sua madre, e morirci”.

Quasi a memento dello smarrimento che l’anima potrebbe subire in questo viaggio (in alcuni casi alcune forme depressive sono paragonate al vitriol) le Scienze Ermetiche in generale e l’Alchimia in particolare hanno creato l’acronimo V.I.T.R.I.O.L.  (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultul Lapidem) Visita l'interno della Terra e, rettificando, troverai la pietra nascosta. Ritorna la catabasi, in questo caso l’interno della terra è la propria interiorità, il luogo oscuro per eccellenza. Il rectificando da alcuni viene reso come il retto sentiero, da altri come l’operazione di rettifica (correzione, aggiustamento) da compiere su se stessi. Potrebbero essere corrette entrambe le interpretazioni, poiché quando cis i muove nei mondi simbolici ed ultra-sensibili non obbligatoriamente una è la strada per giungere all’Uno. Uno inteso sia come unità ed operazione di riunire quanto è sparso sia come Uno nel senso di ESSERE demiurgico o creatore. In ultimo vi è il ritrovamento della pietra nascosta. Non è importante in questa sede definire il tipo di pietra, poiché è evidente che il riferimento alla pietra dei filosofi, è importante sottolineare che anche se probabilmente analoghe nella loro essenza, ogni ricercatore troverà la sua propria pietra. A semplificare le cose vi è un altro acronimo o un completamento di quello visto sin qui V.I.T.R.I.O.L.V.M. o V.I.T.R.I.O.L.U.M dove le ultime due lettere stanno per Veram Medicinam e quindi avremo Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina. Se il viaggiatore avrà compiuto quanto deve, rettificato e trovato la pietra nulla dovrà temere perché alla fine del viaggio avrà anche trovato la panacea.

In altri termini avrà volato come il corvo, l’aquila e la fenice.

Gioia – Salute - Prosperità

© Michele Leone


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