giovedì 1 gennaio 2015

Nota alchemico - gastronomica su Maria l’Ebrea


Non ci sono fonti certe sulla biografia di Maria l’Ebrea come non è sopravvissuto nessuno dei suoi scritti, anche se Zosimo la cita spesso come Maestra. Probabilmente è vissuta tra il primo ed il terzo secolo d.C. ad Alessandria d’Egitto. La tradizione la considera la prima alchimista della storia dell’occidente e le vengono attribuite numerose opere ed invenzioni di strumenti utili alla chimica ed all’alchimia. Alcuni alchimisti dell’antichità hanno voluto vedere in lei Miriam sorella di Mosè. Questa parentela, andrebbe a collocarla in un contesto mitico, da un punto di vista allegorico o simbolico questa traslitterazione nel mito potrebbe avere una sua ragion d’essere. Parte importante del suo pensiero è la necessità di unione tra la parte volatile e la parte fissa di una sostanza, questa unione viene espressa metaforicamente con il congiungimento del maschile con il femminile.

La cottura a Bagnomaria (Balneum Mariae) deriva da un tipo di “cottura” alchemica di questa straordinaria donna. E’ un metodo di cottura dolce che consiste nell’immergere alambicchi od altri contenitori in acqua riscaldata allo scopo di evitare il contatto diretto con la fonte di calore primaria che potrebbe danneggiare la materia con cui si lavora/opera.

Oltre al metodo di cottura a Lei sono attribuite le invenzioni di vari tipi di forno e di strumenti.

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone
Immagine presa dalla rete

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