domenica 19 ottobre 2014

Porfirio, sui simulacri


Recensione. Porfirio, sui Simulacri, Adelphi 2012

Un libro per avvicinarsi ai misteri dell’antichità, alle “regole” dell’estetica prima che nascesse l’estetica come disciplina filosofica, un libro per cogliere i simboli delle statue o più semplicemente un libro per tutti coloro che sono curiosi. Curiosi di conoscere il perché una determinata divinità è rappresentata in un certo modo o curiosi di conoscere i “miti” all’origine della mitologia. Non bisogna temere la propria impreparazione quando ci si avvicina al neoplatonico Porfirio, come non bisogna mai temerla quando ci si avvicina ad un autore antico. Forse non avremo tutti gli strumenti per interpretare al meglio il loro pensiero e messaggio, forse saremo grati al traduttore ma, ci faremo un regalo avvicinandoci ad uno stile di pensiero prima ancora che di scrittura accessibile a tutti, molto più di tanti così detti intellettuali moderni. Un libro che stando all’autore non è per tutti:

“Parlerò per chi è lecito – voi profani chiudete le porte – e farò conoscere i pensieri di una sapienza teologica con i quali uomini, mediante immagini congeneri ai sensi, raffigurando realtà invisibili in forme visibili, rivelarono il dio e le potenze del dio a coloro che hanno appreso a ricavare dai simulacri, come da libri, ciò che vi è scritto riguardo agli dèi.”.

Da Leggere

Gioia Salute e Prosperità

© Michele Leone


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