domenica 12 ottobre 2014

Avviamento alla Massoneria - Recensione


Umberto Gorel Porciatti, Avviamento alla Massoneria, Atanor

Troppo spesso quando bisogna indicare una lettura sulla Massoneria si indicano “pesanti” ed alle volte incomprensibili volumi preferibilmente di autori con culture ed orientamenti spesso lontani anni luce dalle italiche faccende.

Qualcuno, potrebbe o dovrebbe, obiettare che la Massoneria è Universale e che quindi poco importa quale sia l’ambito culturale e storico in cui è cresciuto il pensiero dell’autore. Questa obiezione è parzialmente vera e diviene generalmente vera per l’apparato simbolico della Massoneria che in questo e forse solo in questo è Universale. Per il resto, soprattutto per le storie della massonerie “locali”, questa obiezione non corrisponde al vero; quanto meno non corrisponde completamente al vero. Non basta, colpiti da esterofilia, noi italiani abbiamo eseguito una sorta di Damnatio memoriae della maggior parte degli autori Italiani dell’Ottocento e primo Novecento.

Grazie al cielo non è il caso del buon Porciatti, conosciuto, spesso, anche del più sprovveduto conoscitore di cose massoniche. Gorel, in queste pagine pubblicate postume dalla casa editrice Atanor, aiuta il curioso e l’aspirante “Fratello” a capire in modo efficace cosa possa essere la massoneria e come ci si possa avvicinare. Il libro risente del periodo in cui è scritto per alcune posizioni o descrizioni ideologiche. Questo non è un limite, è un vantaggio che permette all’accorto lettore di entrare in punta di piedi nella storia delle massonerie italiane. E’ una opportunità di conoscenza per il profano quanto per l’iniziato, per quest’ultimo l’opportunità che gli si presenta dovrebbe essere un dovere!

E’ un testo che non può non essere letto. Chiudo questa breve recensione con una frase dell’autore in riferimento al come si diventa Massoni: “Occorre che il germe sia in potenza perché la vita possa nascere, la natura dare i suoi frutti; la Massoneria è come l’arte: artisti si nasce, non si diventa. Il culto del Bello, la misura delle forme, l’armonia delle proporzioni e dei colori, si apprende, ma ciò giova solo a chi ha l’anima dell’artista, a chi sente l’Arte; e la Massoneria è proprio un’Arte, è l’Arte Reale, l’Arte per eccellenza, quella del perfezionamento individuale, quella della trasmutazione dell’Io, intrinseco, greggio, rigido, in un Io dilatato, plastico e levigato, che, come tale, scompare confondendosi nell’Io collettivo nel Sé dell’Essere.”.

Gioia Salute Prosperità

© Michele Leone

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