mercoledì 18 febbraio 2015

L'acquila ha volato. Nota sulla Via


L’aquila ha volato. Le oscure acque avvolte da nebbie sottili la accompagnavano in una notte con il cielo coperto e le stelle velate, luna altrove. Bisogna penetrare nelle nere acque, scendere negli abissi più profondi ed arrivati al fondo scavare con le unghie, nella cripta i Maestri. Inquisire ed essere inquisiti, le ordalie non sono per tutti, ma solo per chi vuole procedere. Le “mistiche cerimonie” assai poco cerimoniose per gli sguardi chi si si aspetta fasti e segreti sfavillanti. Le tuniche sono grezze, tranne una, dare e ricevere, prendersi i propri debiti e reclamare i propri crediti. Il potere altro non è che uno strumento, chi lo coglie come fine è finito, ha finito il gioco prima ancora di iniziare. Saldo come roccia, leggero come il vento in una danza (macabra a volte) danza chi è sul cammino, i piedi nudi sulla fredda terra e dalla terra bisogna riemergere dopo la putrefazione, di inferno non ve ne uno solo, i più terribili quelli che l’essere costruisce per se, per ingabbiarsi temendo di volare. Oh poveri spiriti incatenati alla materia, drogati di illusioni alla pari di morfina per non cogliere il dolore del cancro che vi uccide. Mutare pelle come il serpente di stagione in stagione è un dovere come guardare la luce e la notte negli occhi vivendo ed esperendo la luce e le tenebre. Il sacro si manifesta in inconsueti modi e tutto è energia, la conoscenza e la consapevolezza degli scarti energetici sono del maestro, del MAGO.

Ho sentito e viaggiato

Gioia -  Salute - Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa dalla rete
 

 

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