domenica 5 maggio 2013

Sulla fisiologia e del fisiologo, una citazione


" ... il senso di physiologia, physikos, negli scritti giudeocristiani, e in genere alessandrini, dell'epoca; originariamente essa designa l'interpretazione in chiave naturalistica degli antichi miti “pagani”, fiorita nel periodo ellenistico quando ormai la loro letteralità appariva inverosimile; in Filone Ebreo, invece, che fu uno dei primi interpreti “allegorici” della Sacra Scrittura e rappresentò un importante modello per Clemente, Origene, e gli altri Padri greci dei primi secoli, physikos significa, precisamente, “nel senso allegorico”, e la physiologia è considerata come un mistero riservato agli iniziati e in relazione con la sapienza nascosta di Dio... Il Physiologus è dunque propriamente sia il conoscitore delle segrete “nature” degli animali, delle piante e delle pietre, sia il divino interprete, l'iniziato che conduce dalle realtà materiali ai loro archetipi celesti; non diversamente dal mitico Ermete Trismegisto o dagli altri ispiratori della letteratura esoterica sorta contemporaneamente in Egitto, egli è (in una versione cristianizzata) l'aner physikos, cioè il “mago”, colui che è a corrente di misteriose forze di “simpatia” e “antipatia” che governano la natura, e ne sa rivelare il significato simbolico."[1]   

Immagine presa da: Liber bestiarum, MS Bodley 764, metà del XIII sec.

[1] F. Zambon. Introduzione a Il bestiario di Cambridge, trad. it. di S Ponzi, intr. di F. Zambon, pres. di U. Eco, Franco Maria Ricci Editore, Milano-Parma 1974, pp. 21-22.

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