venerdì 10 maggio 2013

Una particolare leggenda su Salomone, Balkis e Adonhiram PARTE IV


Adonhiram chiede in quella udienza dal re per ottenere da lui congedo. Solimano lo interroga sul paese ove vuole recarsi lasciando Gerusalemme:  “Desidero ritornare a Tiro, presso il buon re Hiram che mi mandò a voi.” Solimano gli concede piena libertà d'azione, e con regia ipocrisia gli professa amore. Nullameno Adonhiram deve, prima della partenza, distribuire la paga agli operai. Solimano lo interpella sovra Amru, Fanor e Metusael: “Sono - risponde Adonhiram - operai che vorrebbero avere, non meritandolo, titolo e salario di maestro. Però io mi opposi alle loro domande. " Solimano congeda Adonhiram, e richiama i tre compagni. E' loro annuncia che Adonhiram si ritira, e saggi unge : .. Parecchi maestri sono morti, a cui convien sostituire dei nuovi. Questa sera, dopo il pagamento, recatevi a trovare Adonhiram e chiedetegli di essere iniziati al grado di maestri. Se ve lo accorda, se vi accorda la sua fiducia, avrete pure la mia. Se ve lo rifiuta, domani comparirete con lui dinanzi a me; udrò giustificare da lui il proprio rifiuto; udrò le vostre discolpe; e pronuncerò tra voi e lui, a meno che Dio non abbandoni Adonhiram, e non sveli in qualche guisa di avere ritirata da lui la celeste protezione”
Adonhiram e la regina Saba si disgiungono, ma per riunirsi tra breve. La regina dice allo sposo: “Siate due volte felice, mio signore e mio padrone: alla vostra schiava tarda l'ora· di congiungersi per sempre a voi; e voi ritroverete con essa in Arabia un tenero frutto de' nostri amori ch'ella ora reca nel seno”.  Adonhiram spiccasi commosso dalle braccia di colei che sente di amare ancor più dopo quelle parole, dopo la dolce promessa di un figlio.
Solimano, informato d'ogni cosa dai perfidi delatori, vuole affrettare il matrimonio colla regina di Saba. Apprestata sontuosa cena, dopo il banchetto la prega di cedere al suo amore. Balkis versa spumante vino nella coppa di Solimano, che lo tracannò sperando trovare in esso l'audacia di violentare la regina; e già crede aver tocca la meta, poiché vide altresì Balkis tracannare il liquore che, circolando nelle vene, le accende d'insolita fiamma, e riarde, possente stimolo, i sensi. Ma la regina, che veglia sovra se medesima, finge di bere per ingannare Solimano; e quand'egli è assopito, gli toglie l'anello datogli da lei in pegno di fede, e rapidamente s'allontana. Un cavallo arabo è pronto alle porte di Gerusalemme, sul quale ella varca i confini del regno, ed è condotta nella regione di Saba ad attendervi Adonhiram.
Ma Adonhiram, ponendo il piede nel tempio per la porta d'occidente, incontrò Metusael che gli chiese la parola di maestro, e avendone rifiuto, lo colpì al capo col martello. Adonhiram vacilla, ma ricordandosi che porta sospeso al petto il triangolo d'oro, sul quale sono scritte le leggi segrete di Mosè e il vero nome del grande Artefice dell' universo, quello che apparve a Mosè sul monte Orebbe, e volendolo scampare dalle mani colpevoli, lo getta nel pozzo collocato nell' angolo d'oriente; indi si trascina verso la porta del nord ove Fanor gli aggiusta un secondo mortal colpo, dopo avergli chiesto invano la parola di maestro. Adonhiram cerca salvezza recandosi verso la porta d'oriente; ma Amru, che è là, gli grida: - Se vuoi passare dammi la parola di maestro. - Giammai, risponde Adonhiram, e Amru gli immerge il compasso nel cuore. Adonhiram fu morto. Gli assassini ne avvilupparono il cadavere in un ampio tappeto di pelle bianca, lo trasportarono sovra una solitaria collina, e lo seppellirono, piantando Metusael un ramo d'acacia nella terra smossa. Da sette giorni Adonhiram era scomparso, e il popolo si adunava minaccioso chiedendo giustizia; ma la giustizia, il re complice dell'assassinio, non poteva né amare né desiderare; ed in quei primi giorni un solo pensiero gli stava nella mente, quello di Balkis scomparsa; sicché maledisse il gran sacerdote e il suo dio Adonai. Ma il profeta Ahia di Silo rappresentò a Solimano che l'omicida di Caino fu punito sette volte, e l'omicida di Lamech settanta volte sette, e che colui che ha versato il sangue di Caino e di Lamech sarebbe punito settecento volte sette: onde grande terrore nell'anima di Salomone, che per rimuovere da sé la condanna, ordina si cerchi, e, trovato, si onori il cadavere d'Adonhiram.

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