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giovedì 20 agosto 2015

Il girotondo incantato dell’essere. La macabra danza

Poi come di incanto, si la vita è un incanto un incantesimo che alle volte va preservato nella sua sacra magia ed alle alla guisa di catene, indipendentemente che tengano legati al cielo od alla terra,  a volte da spezzare,  non sempre può esservi dolcezza. Incantamento che può sorgere all’improvviso, una immagine, una nota, un ricordo, un’emozione non giustificabile razionalmente o un sorriso ed allora girando il caleidoscopio dell’esistenza, dei rimandi e delle liti tra conscio, inconscio, ego e il sorriso altro non è che la falce della danza macabra portata da Sorella, Madre, Amante Morte. Una falce pronta a raccogliere quanto si è seminato e bionde le chiome od il grano si equivalgono.
Millenni di stratificazioni, sono difficili da destrutturare per far nascere, ri-nascere l’essere che è custodito in ognuno di noi. E l’operazione è assai simile che si tratti di analisi, alchimia o “giochi” più seri. Non si può non essere “homo ludens”, diffidiamo da coloro che non sanno sorridere e da quanti ritengono il gioco qualcosa da fanciulli. Solo giocando e danzando sul filo di un rasoio o su di un prato in una fresca notte d’estate dopo la pioggia si può pregare la vera Preghiera. Non gli dèi dei padri, prima di pregare bisognerebbe purificarsi e ricercarsi e spesso le parole troppo fragili termini non possono esprimere la virilità di una degna giaculatoria a Maria, Iside o Sofia. Le immagini che senza sosta dovrebbero emergere ed immergersi dalla e nella coscienza, spesso sono troppo recenti ed abusate, una sola è l’ultima vera strada, l’ultimo e primo vero linguaggio, la vibrazione. In alternativa si può provare con l’amore.
Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone
P.S. Le parole che possono essere riferite alla psicologia, sono usate non in senso psicologico o psicanalitico.

Immagini prese dalla rete (danze macabre)




sabato 4 luglio 2015

una definizione di mistero


Mistero che nella sua origine greca (Myterion, cosa segreta) trova il suo più profondo significato e la vicinanza al segreto, rimanda anche attraverso la derivazione mýō al tener chiuso (prevalentemente gli occhi o le labbra). Questo tener chiuse le labbra, soprattutto se accompagnato al gesto del dito indice o dell’indice e medio appoggiati sulle stesse ricorda l’iconografia del dio Arpocrate, o il silenzio che deve accompagnare i Maestri Secreti o Discreti nel Rito Scozzese Antico e Accettato. Mistero, spesso viene declinato al plurale Misteri. I Misteri stanno abitualmente ad indicare l’insieme dei riti e delle cerimonie dei culti iniziatici. Come ad esempio in Grecia:
            I misteri, chiamati originariamente Orge, formano un insieme di credenze e di cerimonie religiose la cui natura esatta è lungi dall’essere stata chiarita, perché a causa del loro carattere iniziatico ed esoterico il loro contenuto non è stato divulgato da chi ha avuto accesso (mystai). Secondo la loro finalità, i misteri si rivolgevano a tutti gli esseri umani, senza discriminazione di sesso o di rango, oppure erano riservati a una determinata categoria .
I misteri, non fanno parte solo del retaggio culturale della Grecia classica, sono vivi e presenti con accezioni più o meno simili anche in alcune pratiche della chiesa cattolica. Arcano, che ha la sua origine nel latino arcanus, che è segreto, che deve essere celato. La parola è composta da arca (cassa, scrigno) e da arceo (rinchiudere, difendere, proteggere). Ciò che non è conoscibile perché protetto è nascosto è arcano.

Michele Leone, Misteri Antichi e Moderni. Indagine sulle società segrete, Yume, Torino 2015 pp 9-10

Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone

P.s. nel testo a stampa ci sono le note esplicative

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