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venerdì 2 settembre 2016

Tra i compassi e le squadre all’aer scuro

Nota su di un sonetto antimassonico

La poesia non è estranea alla battaglia culturale tra liberali e legittimisti, tra difensori dell’antico regime e modernisti. Una battaglia fatta di idee, di sangue, di abnegazione ad una causa. Oggi vi riporto un sonetto del 1792 in difesa del trono e della chiesa. Inequivocabile il riferimento alla Massoneria: Tra i compassi e le squadre all’aer scuro. La Massoneria non può non essere chiamata in causa in quanto considerata madre di tutte le segrete società sorte tra il XVIII e XIX secolo e portatrici tra le altre cose del virus della libertà e del progresso umano prima ancora che politico. Autore di questo sonetto è con ogni probabilità l’abate Odoardo Cocchis di Tigliole d’Asti, anche se è stato attribuito a Luigi di Braganza, a padre Appiano Buonafede ed al Principe di Canosa Antonio Capece Minutolo. Del “Canosa” avrò modo di parlare nello specifico in prossimi post sia in riferimento alla sua lotta alla Carboneria e vicinanza alla società dei Calderari (Calderai) sia in riferimento al suo libro (probabilmente riedito nei prossimi mesi) I piffari della montagna edito poco prima dei moti del ’20, quasi come incipit di questo volume troviamo il sonetto Tra i compassi e le squadre all’aer scuro.

Il post completo su: http://micheleleone.it/

Gioia - Salute - Prosperità
Michele Leone


mercoledì 3 agosto 2016

Contro i settari, i massoni e non solo

Ciao, vi riporto l'incipit dell'ultimo post pubblicato su micheleleone.it:

Ad un effetto corrispondono sempre delle cause; che si tratti di fisica, storia o immaginario difficilmente le cose cambiamo. L’idea che si ha oggi della Massoneria in Italia è spesso un’idea da romanzetto cospirazionista da quattro soldi. La stessa parola Massoneria è diventata nel nobile linguaggio dei politici italiani una parolaccia, un insulto. In queste poche righe non ho intenzione di delineare una storia dell’antimassoneria o di spiegare il perché sia divenuto un insulto dare del massone a qualcuno, non ho neanche intenzione di fare una disamina delle cause del perché sia nata questa idea così distorta. Queste righe sono solo una brevissima introduzione, ad un lavoro ad una voce reazionaria in difesa del Re e della Religione nel Risorgimento italiano.
Il resto del post lo potete trovare qui:
 http://micheleleone.it/contro-i-settari-i-massoni-e-non-solo/

Immagine presa dalla rete

domenica 17 gennaio 2016

Storia dei Rosa+Croce

Non recensione a Paul Arnold, Storia dei Rosa-Croce, Bompiani, Milano 2003
Una breve chiacchierata su un libro importante per gli appassionati si Società Segrete, Rosa+Croce e Philosophia Hermetica.

Gioia -Salute - Prosperità
©Michele Leone


domenica 8 novembre 2015

Poesia, Rosa+Croce e Massoneria

Il tema della possibile influenza del pensiero dei Rosa+Croce sulla nascita o sullo sviluppo della così detta massoneria speculativa non si può affrontare seriamente in poche righe. E’ possibile però dare uno spunto, indicare una delle possibili strade da seguire. Una di queste strade è composta dai versi di Sir Adamson

For we are brethren of the Rosie Crosse;
We have the Mason Word and second sight,
 Henry Adamson, The Muses Threnodie

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone


domenica 14 giugno 2015

Da Eleusi a Londra piccolo viaggio iniziatico con le mani pure

… E non ha tutti quelli che vi aspirano è concesso di prendere parte ai riti misterici, ma a alcuni viene intimato di stare alla larga, per esempio chi non ha mani pure e parla una lingua incomprensibile…*

Che le iniziazioni siano da sempre legate a una forma di “selezione” dei candidati è cosa risaputa e le motivazioni possono essere le più varie. Che quanto è rimasto della Tradizione è oggigiorno frammentato è altrettanto risaputo. Che il dovere di chi è sulla strada sia riunire quanto è sparso è noto. Da svariate lune “inciampo” in Eleusi e Orfeo, prima o poi mi dovrò dedicare con seria costanza al compito di approfondire metodicamente questi Misteri. Oggi voglio soffermarmi su di una parte di questa piccola citazione. “Chi non ha mani pure”, le mani pure che non devono macchiarsi, possono essere metafora o allegoria di molte cose. Ritroviamo le mani pure in molte scuole iniziatiche tra cui la Massoneria. Quando parlo di massoneria, il mio riferimento di solito è al concetto di massoneria e non ad una o all’altra istituzione massonica esistita o esistente. Se non erro durante l’iniziazione muratoria, al neofita è detto che le sue mani devono restare pure. Se devono restare pure significa che lo erano…
…se lo erano, vuol dire che secondo quanto è riportato nella citazione, egli aveva questo requisito. Se aveva questo requisito, poteva aspirare e ricevere il “privilegio” di prendere parte ai riti misterici e nella moderna massoneria ricevere l’iniziazione.
Spesso i punti di contatto con le tradizioni e la Tradizione non sono così occulti e misteriosi come alcuni vogliono farci credere. Spesso sono la nostra limitatezza di informazioni, di conoscenza o di desiderio di metterci in gioco che non ci permettono di vedere oltre il nostro naso o di affidare aprioristicamente al primo “guru” di turno la nostra crescita.
Il mio invito è di camminare e ogni tanto capiterà di inciampare a volte ci si sbuccerà un ginocchio a volte si troverà un indizio per la ricerca.

Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone
Immagine presa dalla rete

*In: Eleusis e Orfismo: I Misteri e la tradizione iniziatica greca, a c. di Angelo Tonelli, Milano 2015

sabato 9 maggio 2015

Estratto da: SIMBOLOGIA TEMPLARE, CAVALLERESCA E MASSONICA Parte II

L’interculturalità di cui parlavamo poco fa, e i Templari come antesignani dell’interculturalità lo sono e lo devono essere per definizione, come lo sono tutti gli iniziati. Non possono non esserlo per un motivo su tutti: per dirla alchemicamente, l’iniziato lavora per il coagula, per l’unire, per l’amore. Il non iniziato, o peggio il contro-inizialo; colui che molto non ha colto dal giardino della vera conoscenza, lavora per il solve, lavora per il separare. Alle estreme conseguenze potremmo dire che compie azioni diaboliche. Prendiamo le parole senza pregiudizi e scopriamo che Diavolo o diabolico deriva dal greco Dià (attraverso) e Bàllo (getto, attraverso), quindi separo. Quindi chi lavora diabolicamente è colui che lavora per separare, per creare una separazione all’interno di quella che può essere ad esempio la società o la coscienza di ogni singolo essere umano. Quale è, probabilmente, la più grande eredità dei templari? E’ la voglia di costruire, è il desiderio di volersi interfacciare con culture diverse. In queste sede, ho piacere, ad avvicinare Federico II ai Templari perché è stato l’unico Imperatore e Re delle due Sicilie che è arrivato a Gerusalemme e l’ha conquistata senza spargere una goccia di sangue. Tornando al tema di questo incontro: cosa ha preso la Massoneria ai Templari? Cosa ha “rubato”? Tutto nasce con il famoso discorso, mai tenuto di Ramsay (24 marzo 1737), discorso che nella sua forma scritta ebbe un notevole successo e diffusione. Vi sono alcuni gradi del Rito Scozzese, che non è la Massoneria in senso proprio. La Massoneria propriamente detta consta di tre gradi: 1) Apprendista Accettato o Ammesso, 2) Compagno d’Arte, 3) Maestro. Il Rito Scozzese a questi tre gradi, aggiunge, nella sua forma definitiva ed ancora oggi praticata, altri trenta gradi, che vanno dal Maestro Segreto al Sovrano Grande Ispettore Generale. Nello specifico, oltre ai gradi del Cavaliere del Serpente di Bronzo e del Cavaliere del Sole, il grado che tra le altre cose è costato tantissimo alla “massoneria”, diremmo oggi come immagine pubblica, è il trentesimo grado che prende il nome di Cavaliere Kadosh. Perché è costato tanto e cosa sono i Cavalieri Kadosh? La “leggenda” vuole che all’interno dell’Ordine dei Templari vi fosse una sorta di circolo interno composto dai più illuminati Cavalieri, detti i Santi, i Puri, quindi i Kadosh. Questo grado scozzese, rievoca tra le altre cose, questa leggenda, ed è un grado eminente al quale non tutti i massoni scozzesi giungono, un grado che spinge l’iniziato allo studio della gnosi, allo studio delle scienze e di molte altre cose, perché non dobbiamo dimenticare che all’interno della massonica istituzione e dei suoi riti vi è spesso una “commistione” di Tradizione e di ricerca “progressista”. All’interno dello scozzesismo tutto e di questo grado in particolare vi sono delle parti che sono definite da alcuni truculente, da altri teatrali, da altri ancora degli psicodrammi, da altri ancora sono identificate delle forme di vendetta contro la tiara e la corona ed in particolar modo si ritiene che si giuri la vendetta per la morte sul rogo dell’ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, avvenuta nel 1314. Questo insieme di fattori ha fatto si che nel corso dei secoli, la massoneria in generale e lo scozzesismo in particolare fossero visti come le organizzazioni aventi come scopo la distruzione del clero e delle Chiese ed anche dei troni. Questo perché se i Templari avessero avuto qualcuno da incolpare per la loro distruzione, questi sarebbe stato, primo tra tutti, Filippo il Bello. Ma quale è la vendetta, ammesso che esista una vendetta, a cui si riferiscono i massoni ed i massoni scozzesi in particolare? Cosa significa vendicare? Come spesso accade noi tendiamo ad attribuire alle parole delle valenze di giudizio, dimenticando quale può essere il loro senso più genuino e tendiamo a dimenticare il messaggio “nascosto” che queste possono contenere. Un palese esempio è l’appellare i Maestri come Traditor. Spesso, chi per la prima volta sente questa definizione viene assalito dal dubbio, perché il Maestro è Traditor? La parola tradire, subisce nel suo significato e senso un cambiamento profondo, nei chiostri degli amanuensi mentre scrivevano e ricopiavano i vangeli, con particolare riferimento all’episodio in Giuda consegna Gesù diviene il tradimento per eccellenza all’interno della cultura e diremmo dell’immaginario cristiano. Ma, tradire significa consegnare, quindi ha una accezione neutra. Il Traditor, inteso come maestro, è colui che consegna e trasmette un qualche cosa, quindi nel caso delle società iniziatiche l’iniziazione e gli insegnamenti ad esse collegati. Tornando all’idea di vendetta, il Vindex era la verga con cui si rendeva libero lo schiavo nell’antica Roma. Il vendicare, i “vedicosi” erano coloro che reclamavano qualcosa per se stessi o per qualcuno. Quindi, anche con una piccola forzatura, si potrebbe andare ad identificare il vendicatore, non come colui che fa un sopruso al di fuori della giustizia, ma che all’interno del sistema della giustizia, rivendica per se stesso o per altri, in questo caso per i Templari, la Giustizia che non venne data all’epoca. In questa logica e visione, cambiano completamente tutti gli aspetti e tutte le possibili interpretazioni di quello che è un grado prettamente iniziatico e non politico e reazionario come molti detrattori della massoneria sostengono. Senza arrivare al Nuovo Ordine Mondiale ed agli Illuminati, perché tanto è dimostrato ed è dimostrabile che l’abate Barruel fosse nella migliore delle ipotesi in mala fede. La massoneria, come tutte le scuole iniziatiche, non può non essere rivoluzionaria perché cerca di far lavorare i propri membri, tra le altre cose, con la mente del cuore e con l’amore. Cosa vi è di più rivoluzionario di chi cerca di conoscere se stesso ed il mondo e di portare alla guisa di baluardo, un messaggio di Amore?
Quando andiamo a leggere della Massoneria, dei Templari e ne restiamo affascinati, o ci muoviamo nell’ambito della storia come abbiamo visto nel primo intervento o ci muoviamo nell’ambito dell’antropologia e della psicologia come abbiamo sentito poco fa o cerchiamo di affrontare questi temi, scevri e lontani da pregiudizi, senza giudicare prima, entrando nel mondo della teoria e della storia delle idee, disciplina che in Italia fa una fatica enorme ad entrare, immergiamoci in quelle idee e cerchiamo anche noi di lavorare per il coagula, per l’amore e con amore e non per il solve. Essendo, terminato il tempo a mia disposizione, permettetemi una piccola citazione da Ja'far Sadiq  un autore che probabilmente a molti di voi dirà poco, ma che è stato “solo” il maestro del celebre alchimista Geber: “La nostra causa è un segreto velato in un segreto, il segreto di qualcosa che rimane velato, un segreto che solo un altro segreto può insegnare: è un segreto su un segreto che si appaga di un segreto".
Ho detto
Grazie a tutti
Gioia - Salute - Prosperità
© Michele Leone

Immagini prese dalla rete
John W. Waterhouse - Tristano e Isotta

domenica 3 maggio 2015

Estratto da: SIMBOLOGIA TEMPLARE, CAVALLERESCA E MASSONICA Parte I

Introduzione
Quanto qui riportato, è a beneficio degli amici che non sono potuti intervenire lo scorso 19 aprile a Casale Monferrato. E’ una trascrizione più o meno fedele del mio intervento. Essendo stato fatto a braccio e per vari motivi cambiato immediatamente prima della relazione, spero perdonerete imprecisioni e passaggi del pensiero repentini e non articolati precisamente.
___
L’argomento trattato questo pomeriggio è di indubbio interesse. E’ stato detto, praticamente tutto dai relatori che mi hanno preceduto, quindi proverò ad aggiungere qualcosa nel poco tempo che resta. Parlare di esoterismo spesso spaventa; noi diamo per scontato che tutti i nostri interlocutori sappiano ed abbiano a mente la stessa definizione di essoterismo ed esoterismo e nel mondo nel quale viviamo dalla “fattucchiera” delle emittenti televisive al più grande dei Filosofi spesso non si da una definizione dello stesso. Spesso, nell’immaginario, si lega l’esoterismo a qualcosa di occulto, misterioso legato alla magia spesso nella sua accezione negativa ed a strani riti. Non è proprio così, basti pensare ad esempio che Aristotele teneva lezioni essoteriche ed esoteriche (dette anche acroamatiche), quelle essoteriche erano aperte a tutti, mentre quelle esoteriche erano riservate ai suoi studenti paganti. Quindi, esemplificando al massimo possiamo dire che esoterico, soprattutto in ambito filosofico, religioso e per quanto concerne il sacro è l’insieme degli insegnamenti e delle dottrine riservati a pochi e che di massima devono restare segreti. Essoterico e quindi quanto può essere divulgato a tutti. Indubbiamente i templari, come è stato sostenuto dai relatori che mi hanno preceduto avevano, con molta probabilità una dottrina esoterica. Non potevano non averla, per una motivazione su tutte, se entriamo nel campo della storia delle idee e della storia della cultura, dobbiamo immaginare il “mondo” non così come lo conosciamo oggi, 19 aprile 2015, ma con delle strutture culturali e “mentali” divere; per cui quelle che per noi sono delle immagini strane e spesso aliene dalla nostra quotidianità, come ad esempio le immagini alchemiche che abbiamo visto poco fa o la sirena con la doppia coda, per l’uomo medievale era normale incontrare parte di questi segni simboli, facevano parte del suo mondo e del suo immaginario. Spesso l’uomo medievale non imparava, andando a scuola e leggendo, leggere scrivere e far di conto spettava ad una minoranza. Imparava la tradizione e spesso quanto concerneva la religione ed i miti ad essa collegati attraverso l’insegnamento orale e ad esempio gli affreschi e le opere scultoree che trovava nelle chiese e nelle cattedrali. Di qui la prima trasmissione, delle conoscenze templari, che potremmo definire essoteriche, attraverso le loro costruzioni. Solo dopo viene la parte esoterica. Entrando nel mito, di un edificio non si è ancora fatto cenno: Castel del Monte. Bisogna rilevare che Castel del Monte non è un edificio templare e “probabilmente” non è stato costruito nella sua interezza dallo Stupor Mundi, Federico II di Svevia, ma è importante sottolineare che sono nate tutta una serie di leggente, a causa della sua forma e delle sue proporzioni e perché è possibile inscrivere in esso delle croci templari. E’ il luogo nel quale secondo alcune leggende, in parte reinterpretate in chiave narrativa e non solo dal compianto Aldo Tavolaro, dove è possibile trovare il Graal o che rappresenti il Graal stesso. Tutto questo basta a ricollegarci con la parte del nostro convegno, ovvero l’Iniziazione Cavalleresca, la Massoneria ed i Templari?
Si, no, forse…
… Sulla Massoneria sono state dette tutta una serie di cose, personalmente ho alcuni convincimenti. Ad esempio che i Templari con l’origine della Massoneria non hanno nulla a che fare. Sono al massimo i “templaristi” che hanno fatto entrare i templari in Massoneria. E’ una dichiarazione forte, volutamente forte, forse anche provocatoria, ma buona parte della massoneria intesa nel senso originario, come edificatrice di edifici ponti e quant’altro, era una consorteria operativa fatta di architetti, artigiani, prelati, abati, questo per parlare unicamente della massoneria nella così detta età di mezzo. Questa massoneria esisteva indipendentemente dal fatto che i Templari possano essere scappati o possano essere rifugiati in Scozia dal clan Sinclar ed altro. Quella al massimo e là dove sia possibile dimostrarlo storicamente è una parte della Massoneria. Esistono documenti come ad esempio la Carta di Bologna del 1248 (Prendono questo nome gli Statuta et ordinamenta societatis magistrorum muri et lignamiis, redatto a Bologna l’8 agosto 1248). Gli statuti e i Regolamenti della Società dei maestri del muro e del legno sono ad oggi il più antico documento della massoneria operativa in nostro possesso. Se si dovesse fare un confronto tra questi statuti e gli statuti muratori editi a Napoli nel 1820 e li paragoniamo anche con altri documenti, scopriamo che nel 1248 l’artigiano muratore votava con regole assai simili a quelle del massone del 2015. E al di la di ogni fantasia questi sono gli elementi che legano la moderna massoneria alle antiche corporazioni di costruttori.  E’ estremamente affascinante voler vedere all’origine della massoneria, all’interno dei miti, Templari, Rosa+Croce e quant’altro, ma bisogna disgiungere il mito dalla storia. E prima che questi possano ritornare ad intersecarsi, bisogna passare dalla storia. Al momento non vi è una prova documentaria che attesti i Templari come fondatori della massoneria[1]. Se torniamo alla storia delle idee, nella simbolica, nel mito, abbiamo un capovolgimento di prospettiva. La massoneria si è appropriata dei templari e dei “valori” Templari. Se ne è appropriata, ad esempio con l’articolo primo degli statuti Napoli 1820 che così recita: ”L’Ordine dei Liberi Muratori appartiene alla classe degli Ordini Cavallereschi…”.  Immediato il  rimando alla cavalleria da un lato a quella Spirituale dell’altro all’ordine cavalleresco per eccellenza, ossia: i Templari. Non solo i templari, essendo nel pieno del post Illuminismo e nel Romanticismo la Cavalleria è anche quella dei romanzi cortesi, dei cicli arturiani. La cavalleria legata al “mistero” dei Fedeli d’Amore attraverso una catena ininterrotta di elementi archetipici ed iniziatici che alla fine allo lo stesso scopo all’interno della Tradizione.
A presto con la seconda parte
Gioia – Salute – Prosperità
©Michele Leone
Immagini prese dalle rete
Dipinti: 1) Edward Burne Jones, The Last Sleep of Arthur in Avalon 


 2) Frederic William Burton, Hellelil and Hildebrand, The Meeting on the Turret Stairs
 3) John William Waterhouse, Dante e Beatrice


[1] La stessa idea di Massoneria andrebbe rivista e sarebbe più opportuno e corretto parlare di massonerie. Spesso oggi quando si parla di massoneria e di storia della massoneria si è soliti, per varie motivazioni, fare la storia della Gran Loggia d’Inghilterra, che in una qualche maniera coincide con la moderna massoneria, ma non ne rappresenta la totalità. Bisognerebbe evitare di prendere la parte (se pur grande) per il tutto.

sabato 18 aprile 2015

"notte prima degli esami"


Domani a questa ora sarà finito il convegno. Come sempre assaporo l’emozione del novizio o dello spasimante al primo incontro, sul mio tavolo i libri più “disperati” aperti nel tentativo di improbabili connessioni neurali con la carta e con i loro autori.

Guardo la mia agenda, forse mezza pagina di appunti e una decina di parole che si inseguono con il segno matematico implica, come ogni volta che è possibile l’intervento sarà a braccio. Come spesso accade il desiderio è quello di andare fuori tema, almeno un pochino.

Chiudo gli occhi, cerco di immaginare i volti del “pubblico” e mi impegno nell’impossibile operazione di cercare di cogliere quello che più potrebbe interessare, di individuare quello che potrebbe sedurli. Si è un gioco di seduzione non di conoscenza. Imparare a memoria una lezione, possibilmente ricca di citazioni erudite è compito improbo ma non impossibile. Sedurre, affascinare parlando di temi spesso sconosciuti ed ostici è un'altra cosa. Sedurre, per donare qualcosa, almeno la sensazione che non abbiano perso il loro tempo o cosa più auspicabile che tornati a casa inizino ad appassionarli e leggere degli argomenti affrontati. Questa è la sfida: non sapere, saper dire.

Trasmettere, in quanti post e luoghi ho parlato della trasmissione, delle iniziazioni e varie ed avariate idee. Poi arriva la “notte prima degli esami” ed è sempre come la prima volta, come ogni volta che si incontra l’amata (foss’anche la millesima) il cuore inizia ad accelerare e lo stomaco è in subbuglio. Un mix di sensazioni ed emozioni che spero non mi abbandonino neanche tra 200 anni. Non basta sapere, io per giunta so di non sapere, forse la magia consiste nell’amare e nel “subire” gli affetti dell’amore.

E poi non dite che sono il solito burbero, imperturbabile ragazzo dagli occhi di ghiaccio J

Ah di cosa parlerò? Lo scopriremo domani…

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa dalla rete Edmund Blair Leighton - The Accolade (1901)

sabato 11 aprile 2015

Convegno: SIMBOLOGIA TEMPLARE, CAVALLERESCA E MASSONICA

Vi segnalo con piacere un convegno che si terrà il prossimo 19 Aprile a Casale Monferrato: SIMBOLOGIA TEMPLARE, CAVALLERESCA E MASSONICA - Templari a Casale Monferrato e dintorni.
Nella speranza di incontrare qualcuno di Voi vi auguro buon fine settimana
Michele
#templari  #massoneria #simboli #mito


lunedì 6 aprile 2015

Nota preliminare sulla Melagrana 01


Dalla Mesopotamia alla Massoneria, passando probabilmente dalla cacciata dal Paradiso e da Troia la melagrana percorre la storia dell’umanità. A questo frutto presente nell’iconografia e nel sacro da sempre dovremmo dedicare un intero lavoro. Ma come strutturarlo? Un manuale di cucina, un volume di storia della medicina, un libro di alchimia o sulle tinture, un semplice itinerario attraverso le immagini di questo frutto e del suo albero? Forse l’ultima ipotesi la più attuabile per creare un viaggio che accompagni per mano il viaggiatore in alcuni millenni di storia e di storie spesso, troppo spesso, poco raccontate. Un viaggio attraverso e nella Madre che tutto crea ma anche distrugge, tra Eros e Thanatos, senza dimenticare la ri-nascita dovuta ad ogni Iniziato. Lo stupore che con fanciullesco spirito mai deve abbandonare lo sguardo anche di chi ha vissuto lungamente. Un viaggio in 613 tappe o più semplicemente in uno unico lungo sguardo che tutto abbraccia.      

Questa è una intenzione, ma senza volere nulla è possibile è questi sono solo appunti, in un giorno qualunque che molti passano a bivaccare dimentichi delle occulte eppur luminose simbologie che scorrono nei giorni e nelle notti che affannosi viviamo o lasciamo scorrere cercando di afferrare insignificanti emblemi di inutile consumismo dello spirito.

La melagrana, frutto della morte e della resurrezione…

Appunti iconografici minimi:

Persefone  -  Rossetti

Venere Verticordia - Rossetti

Chiesa di S. Maria Maggiore in Caramanico

Statua di Hera in trono con Melagrana

Dioniso e Demetra in trono

Madonna con melograno – Botticelli

Madonna della melagrana 1406

Madonna delle rose - Stefan Lochner

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa dalla rete

domenica 15 febbraio 2015

Mýstēs


Mýstēs una nota in preparazione di una nota…

E’ fondamentale notare al di là delle accezioni contemporanee della parola e di quelle intrise di religiosità popolare o teologica che mistico è nella sua natura vicino ai misteri ed alle iniziazioni. Non solo, essendo legato al verbo greco mýō e principalmente al chiudere gli occhi (ma alche la bocca) rimanda a tutti quei processi iniziatici che nella tradizione mediterranea iniziano ad Eleusi ed in una qualche forma proseguono ininterrottamente sino alla Massoneria od alla Fratellanza di Myriam. Non a caso il mýstēs è propriamente l’iniziato (ai misteri). Per certo non è un caso, il riferimento anche linguistico, alla privazione della vista, non è forse colui che aspira alla iniziazione in uno stato di tenebre ed ignoranza? Non bisogna scendere nelle profondità delle terra (o di se stessi) per poi risalire? Dopo aver visto, dopo aver conosciuto, l’iniziato non può far altro che tacere su quanto ha prima esperito e poi appreso.

Gioia-Salute-Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa della rete, presumo che il credit sia di: Dariusz Klimczak. Nel caso l’autore dell’immagine ritenga che l’utilizzo della stessa sia inappropriato, sono disposto a cancellarla in qualunque momento.
#esoterismo #Eleusi

 


domenica 8 febbraio 2015

Società Segreta dei Cavalieri dell' Apocalisse


Cavalieri dell’Apocalisse

  Nella domenica delle Palme del 1693, quando nella chiesa di San Pietro in Roma s’intonò l’antifona del salmo XXIV: Qui est iste rex gloriae? Chi è questo re di gloria? Quest’Agostino Gabrino con una spada alla mano fra i celebranti, gridando: Ego sum rex gloriae; io sono il re di gloria. Lo stesso fece egli nella chiesa di San Salvatore e fu perciò messo in un ospedale dei pazzi[1].

            Questo è il racconto dell’episodio più noto dei Cavalieri dell’apocalisse e del suo fondatore Agostino Gabrino. Gabrino, figlio di un mercante di Brescia e capo di questa setta, faceva chiamare principe del settenario e Monarca della Santa Trinità.

            I Cavalieri dell’Apocalisse professavano di difendere la chiesa cattolica romana dall’anticristo che li a poco sarebbe arrivato. Sulle loro dottrine poco si conosce e sembrano una miscellanea fanatismo, misticismo unito ad inquietanti visioni escatologiche uniti a propositi per il cambiamento della società. Sembra che praticassero od avessero intenzione di praticare la poligamia.

            Le insegne della setta erano una sciabola ed un bastone posti a croce, probabilmente simile a quella si Sant’Andrea. Una stella con sette raggi ed una coda che avrebbe dovuto rappresentare la spada vista da Giovanni l’ evangelista nell’Apocalisse. La stella era circondata da un filo d’oro che rappresentava il globo terrestre. Sulla stella o attorno ad essa vi erano i nomi degli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele.

            La setta raggiunse il cospicuo numero di circa 80 affiliati di cui la maggior parte erano artigiani e commercianti. Avevano la consuetudine di avere sempre la sciabola al fianco anche mentre lavoravano. Un carpentiere del legno, affiliato alla setta, denunciò la stessa alla Santa inquisizione. Il Tribunale dell’inquisizione nel 1694 soppresse la setta dei Cavalieri dell’Apocalisse incarcerandone una trentina, i restanti membri si sciolsero.

            Alcuni hanno voluto vedere in questa setta alcune forme o similitudini con la massoneria speculativa e il Clavel sostiene che: “In questi ultimi tempi alcune logge di dipartimento ne hanno fatto un rito massonico.”[2]. A quanto ci risulta il Clavel è l’unico ad affermare che da questa setta sia nato un rito massonico. Se questo fosse vero, tale rito probabilmente sarà stato un rito minore e di ispirazione filo cattolica in una qualche forma.

 

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone

 

Immagine presa dalla rete (i quattro cavalieri dell'apocalisse di Durer)



[1] Nuova Enciclopedia Popolare, Torino 1848
[2] Clavel F. T. e B., Storia della Massoneria e delle società segrete, Napoli 1873, pg 469

sabato 20 dicembre 2014

Nota sull’apprendere e l’apprendista 0.1.1412


Più volte e in molti luoghi ci siamo soffermati sulla figura del Traditore o del Maestro. Oggi è nostra intenzione riflettere sul cosa sia essere Apprendisti.

Apprendista: colui che apprende. Solitamente si intende colui che intente apprendere un’arte od una professione.

Il dato per noi rilevante sta nell’apprendere: prefisso Ad (con senso intensivo o di movimento) più Prehendere (afferrare, prendere o impossessarsi). Se mettiamo da parte il prefisso avremo, prendere: “ridurre in proprio potere”. Quindi avremo un movimento per cercare di “ridurre in nostro potere” una qualche cosa. A questo punto possiamo provare a riformulare una definizione di Apprendista. L’Apprendista è colui che tenta di impossessarsi di qualcosa per “ridurla in suo potere.

Se diamo per vera questa ultima definizione, possiamo anche considerarla sufficiente? No. Abbiamo al massimo chiarito cosa sia il “mestiere” di colui che apprende ma, non abbiamo definito le esatte modalità con cui si esplica l’apprendimento. L’afferrare qualcosa implica almeno tre momenti imprescindibili:

1.      Il desiderio della cosa da afferrare o apprendere. Senza desiderio non è possibile iniziare il processo psico-fisico o della coscienza che porterà alla azione. Ma il desidero da solo non è sufficiente. Troppo spesso i desideri restano sogni irrealizzati. In realtà, almeno nella sfera all’interno della quale ci stiamo muovendo potremmo utilizzare appetizione al posto di desiderio. Qual è il processo che dalla sfera del desiderio o appetizione o potenza, può portare all’atto? La volontà.

2.      La volontà è il mezzo per cui ogni “entità autocosciente” compie o si predispone a compiere delle azioni.

La volontà nel dizionario di filosofia delle garzantine è così definita: attività propria dello spirito o della soggettività autocosciente. Con l’intelletto o ragione, occupa una posizione di assoluta preminenza tra le facoltà spirituali. Mentre nel dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano viene così definita: Il termine è stato usato in due significati fondamentali: 1° come principio razionale dell’azione; 2° come il principio dell’azione in generale. Entrambi questi significati sono propri tuttavia della filosofia tradizionale e della psicologia ottocentesca, perché sono collegati con la nozione di facoltà o poteri originari dell’anima che si combinerebbero assieme per produrre le manifestazioni dell’uomo.

Non potendo dedicare in questa sede un giusto approfondimento della Volontà, possiamo però constatare che le tre definizioni di questa la legano in una qualche maniera alla sfera dell’agire. Ed è proprio l’agire il terzo momento imprescindibile dell’afferrare.

3.      Agire, attraverso la sua etimologia che potrebbe portarci a sanscrito e da qui ad una quantità importante di parole ed idee, deriva dal latino agere che sta a per spingere, portare avanti. Da questo spingere deriva il significato di compiere un azione. E’ l’azione il fatto fondamentale dell’afferrare dell’Apprendista, senza movimento (che di per se è una delle manifestazioni della vita o dello spirito erotico) non vi sarebbe un senso nel desiderare o nel volere.

A questo punto sembrerebbe chiaro il significato dell’essere Apprendista o dell’Apprendere e le implicazioni di queste due parole, invece la strada per cogliere a pieno l’apprendere è ancora lunga. Nelle prossime note continueremo ad approfondire il senso dell’apprendere. In particolar modo verificheremo in cosa consiste il “tentativo di impossessarsi” dato nell’ultima definizione. Dopo questo verificheremo cosa accade dopo la cattura…

Gioia – Salute - Prosperità

© Michele Leone 

Immagine presa dalla rete

sabato 6 dicembre 2014

Recensione: l’ordine dei Liberi Muratori tradito, ed. Archè – PiZeta


La nascita della  Massoneria moderna comunemente intesa (per intenderci quella nata a Londra nel giugno del 1717) e le opere che svelano i suoi segreti sono praticamente coeve. In questo volume, edito nel 1745, ironia, sarcasmo e forse ammirazione vengono miscelati con uno stile di gradevole lettura. L’ignoto autore (l’opera è stata attribuita al librettista Giovan Gualberto Bottarelli, all'abate Larudan e Pérau) di rituali, usi e consuetudini massoniche era bene informato, al punto da descriverle con una dovizia di particolari poco comune. Vi è chi pensa che quest’opera attraverso lo svelare abbia voluto ri-velare e conservare, se questo era l’intento è perfettamente riuscito. Il lettore moderno può notare cosa è cambiato in quasi 300 anni nelle abitudini e prasi massoniche e cosa è restato uguale o simile. Questo volume è prezioso, non solo per i riferimenti a rituali, ma anche per la piccola raccolta di canzoni massoniche. Oltre a svelare quanto concerne le massoniche cose, l’autore apre le porte di un ordine misto e goliardico come quello dei Mopsi.

Un libro che non può mancare nelle librerie degli appassionati e studiosi

© Michele Leone

sabato 15 novembre 2014

convegno Carboneria e Massoneria ad Altomonte (CS)

Dopo aver iniziato la giornata in modo fantozziano o peggio, finalmente in Calabria. Riempio i miei occhi di colori nuovi e diversi, preparo le papille gustative per assaggiare prelibatezze nuove e soprattutto mi preparo per incontrare amici vecchi e nuovi...
...domani ad Altomonte il privilegio di relazionare al congresso su Carboneria e Massoneria
Gioia - Salute - Prosperità
Michele

venerdì 24 ottobre 2014

Recensione. Antonio Trampus, La massoneria nell’età moderna, editori Laterza, Bari 2001.


Il libro del professor Trampus ha per certo un vantaggio: è un libro di storia. Un libro non scritto ne a favore ne contro la massoneria ma, che parla della Massoneria ad esempio come fenomeno di sociabilità nel settecento. E’ un libro attento alle vicende storiche nel loro dipanarsi a partire dalla nascita della così detta Massoneria moderna nel 1717. E’ un volume agile che può essere utile sia allo storico quanto e forse soprattutto al massone. Probabilmente questo agile volume non svelerà nessun segreto, nessun complotto ma, aiuta ad entrare nei meccanismi che hanno fatto la fortuna della massoneria londinese. Meno di centocinquanta pagine bibliografia compresa per avvicinarsi ed iniziare ad approfondire un mondo complesso e la cui storia ha molteplici rivoli.

Cit da pg. 27: “Ad ogni modo la diffusione della formula massonica, soprattutto nel momento in cui cominciò ad affermarsi in modo egemonico, non risultò affatto indolore: sin dall’inizio venne accompagnata da diffidenza, da paure e da ostilità, che alcuni studiosi non esitano a spiegare in relazione agli ideali potenzialmente sovversivi di cui le logge si facevano portatrici: il repubblicanesimo, la tolleranza religiosa, l’ideologia del merito.”.

Lo consiglio

Gioia – Salute - Prosperità

© Michele Leone

giovedì 23 ottobre 2014

Recensione

Marco Materassi, Pratica di sé. Propedeutica Massonica, Tiphert 2012. Coedizione digitale #MondiVelatiEditore 2013.

Il volume di Marco Materassi è degno di interesse e nota sia per il non #massone e studioso sia per l’iniziato al...la Libera Muratoria. Le prime novata pagine sono interamente dedicate alla storia della Massonica istituzione con riferimenti anche ai testi antichi che hanno portato al 1717, anno di nascita della Gran Loggia d’Inghilterra. L’autore non si limita alla storia antica della latomistica istituzione ma, approfondisce anche aspetti più recenti e cosa non usuale pone la sua attenzione agli accadimenti ed allo sviluppo della Gran Loggia d’Italia degli A.'.L.'.A.'.M.'. piazza del Gesù - palazzo Vitelleschi.
I riferimenti a questa obbedienza massonica, seconda in Italia per numero di iscritti e prima ad aver accettato le donne (1956) non sono solo nella parte storica, ma anche in quella in cui approfondisce gli aspetti simbolici e rituali o semplicemente nella struttura organizzativa della stessa. E’ un volume scritto con chiarezza e che cerca con rigore di sviscerare una molteplicità di aspetti legati alla vita ed ai lavori #massonici. Un unico difetto, nato forse dall’esigenza di non appesantire la lettura: assenza di bibliografia e scarno di note. Difetto, in questo caso, perdonabile ma, si auspica che nelle prossime edizioni venga colmato. L’assenza delle note non pregiudica la serietà e scientificità del lavoro, in quanto le citazioni sono sempre puntuali e spesso riportate sia in lingua originale che in traduzione.


 Lo consiglio

 Gioia – Salute - Prosperità
© Michele Leone

Foto: Recensione
Marco Materassi, Pratica di sé. Propedeutica Massonica, Tiphert 2012. Coedizione digitale Mondi Velati Editore 2013.
Il volume di Marco Materassi è degno di interesse e nota sia per il non massone e studioso sia per l’iniziato alla Libera Muratoria. Le prime novata pagine sono interamente dedicate alla storia della Massonica istituzione con riferimenti anche ai testi antichi che hanno portato al 1717, anno di nascita della Gran Loggia d’Inghilterra. L’autore non si limita alla storia antica della latomistica istituzione ma, approfondisce anche aspetti più recenti e cosa non usuale pone la sua attenzione agli accadimenti ed allo sviluppo della Gran Loggia d’Italia degli A.'.L.'.A.'.M.'.  piazza del Gesù - palazzo Vitelleschi.
I riferimenti a questa obbedienza massonica, seconda in Italia per numero di iscritti e prima ad aver accettato le donne (1956) non sono solo nella parte storica, ma anche in quella in cui approfondisce gli aspetti simbolici e rituali o semplicemente nella struttura organizzativa della stessa. E’ un volume scritto con chiarezza e che cerca con rigore di sviscerare una molteplicità di aspetti legati alla vita ed ai lavori massonici. Un unico difetto, nato forse dall’esigenza di non appesantire la lettura: assenza di bibliografia e scarno di note. Difetto, in questo caso, perdonabile ma, si auspica che nelle prossime edizioni venga colmato. L’assenza delle note non pregiudica la serietà e scientificità del lavoro, in quanto le citazioni sono sempre puntuali e spesso riportate sia in lingua originale che in traduzione.
Lo consiglio
Gioia – Salute - Prosperità 
© Michele Leone

domenica 12 ottobre 2014

Avviamento alla Massoneria - Recensione


Umberto Gorel Porciatti, Avviamento alla Massoneria, Atanor

Troppo spesso quando bisogna indicare una lettura sulla Massoneria si indicano “pesanti” ed alle volte incomprensibili volumi preferibilmente di autori con culture ed orientamenti spesso lontani anni luce dalle italiche faccende.

Qualcuno, potrebbe o dovrebbe, obiettare che la Massoneria è Universale e che quindi poco importa quale sia l’ambito culturale e storico in cui è cresciuto il pensiero dell’autore. Questa obiezione è parzialmente vera e diviene generalmente vera per l’apparato simbolico della Massoneria che in questo e forse solo in questo è Universale. Per il resto, soprattutto per le storie della massonerie “locali”, questa obiezione non corrisponde al vero; quanto meno non corrisponde completamente al vero. Non basta, colpiti da esterofilia, noi italiani abbiamo eseguito una sorta di Damnatio memoriae della maggior parte degli autori Italiani dell’Ottocento e primo Novecento.

Grazie al cielo non è il caso del buon Porciatti, conosciuto, spesso, anche del più sprovveduto conoscitore di cose massoniche. Gorel, in queste pagine pubblicate postume dalla casa editrice Atanor, aiuta il curioso e l’aspirante “Fratello” a capire in modo efficace cosa possa essere la massoneria e come ci si possa avvicinare. Il libro risente del periodo in cui è scritto per alcune posizioni o descrizioni ideologiche. Questo non è un limite, è un vantaggio che permette all’accorto lettore di entrare in punta di piedi nella storia delle massonerie italiane. E’ una opportunità di conoscenza per il profano quanto per l’iniziato, per quest’ultimo l’opportunità che gli si presenta dovrebbe essere un dovere!

E’ un testo che non può non essere letto. Chiudo questa breve recensione con una frase dell’autore in riferimento al come si diventa Massoni: “Occorre che il germe sia in potenza perché la vita possa nascere, la natura dare i suoi frutti; la Massoneria è come l’arte: artisti si nasce, non si diventa. Il culto del Bello, la misura delle forme, l’armonia delle proporzioni e dei colori, si apprende, ma ciò giova solo a chi ha l’anima dell’artista, a chi sente l’Arte; e la Massoneria è proprio un’Arte, è l’Arte Reale, l’Arte per eccellenza, quella del perfezionamento individuale, quella della trasmutazione dell’Io, intrinseco, greggio, rigido, in un Io dilatato, plastico e levigato, che, come tale, scompare confondendosi nell’Io collettivo nel Sé dell’Essere.”.

Gioia Salute Prosperità

© Michele Leone

mercoledì 30 aprile 2014

Giovanni De Castro, il Mondo Secreto Vol. I


Nella speranza di fare cosa gradita vi riporto l'indice del
primo volume di G. De Castro a breve on-line e nelle librerie.
Prefazione di Luigi Pruneti
Premessa di Michele Leone
Introduzione
Libro Primo – Le Iniziazioni Antiche
I. I Magi
II. Il Culto Mitriaco
III. I Bramini e i Gimnosofisti
IV. Iside
V. I numeri d’oro
VI. Le trasformazioni della leggenda Isiaca
VII. I Misteri Eleusini
VIII. Le Tesmoforie

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