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domenica 11 ottobre 2015

Sogno, iniziazione e silenzio


Un sogno però mi ha proibito di descrivere quanto si trova all’interno delle mura del santuario, ed è chiaro che ai non iniziati non è lecito conoscere neppure indirettamente quelle cose della cui vista sono esclusi. … Pausania, I 38, 7*
Sarebbe superfluo, e probabilmente lo è, ogni commento. Siamo circondati di disvelatori di segreti, misteri ed arcani, ma è proprio vero che si può svelare il segreto dell’iniziazione? Le parole che escono come vento di maestrale da certe bocche forse sono solo una flatulenza scambiata per brezza di primavera. Ognuno può dare solo ciò che possiede e neanche nella sua interezza, quindi il Segreto, quello vero, non è esprimibile. Chi tanto si impegna nel tentativo di disvelare pubblicamente probabilmente o non è iniziato o della sua iniziazione non è riuscito a coglierne l’essenza ed a trasformarla da “virtuale” in reale. In santuario, il sancta sanctorum, non è descrivibile, spesso non lo è tra gli stessi iniziati. Quello che si può fare, nella migliore delle ipotesi è indicare a gesti e cenni, a parole spezzate e mute. Chi si vanta di poter svelare gioca a favore degli iniziati, poiché il suo dire fuorvierà e nasconderà ancora meglio.  La conoscenza di quanto è attinente alle mura interne del santuario non è acquisibile con gli strumenti della mera ragione comunemente intesa. Alla ragione, alla intelligenza pura bisogna unire l’intelligenza del cuore. Sono necessarie l’intuizione e la “morte” del pensiero “guidato” per entrare in altri tipi di pensiero sino quasi a quello che viene definito non pensiero.  
Un altro aspetto è interessante del passo citato, le mura nascondono qualcosa di prezioso e fragile, qualcosa di bello e allo stesso mostruoso, celano quanto vi è di più sublime ed amorale. Celano l’essere! Non tutti siamo pronti ad incontrare quanto con perizia da maestri è nascosto nella interiorità dell’uomo. Pre – Conscio e Inconscio per dirla con parole troppo moderne sono delle barriere, le mura del santuario, a protezione dell’essere. Essere inteso in questa sede come l’unità primigenia dell’essere umano, come il nucleo indivisibile portatore della energia vitale. Come tutte le fonti di energia il suo potenziale è quello di generare o distruggere mondi. Per questo le mura proteggono i non iniziati, per questo i non iniziati non devono sapere neanche indirettamente. In questo discorso è palese che si può essere profani (fuori dal tempio) a se stessi. E se non si hanno gli strumenti, la volontà ed il coraggio di un viaggio nel peggiore degli inferni è meglio restare sulla soglia della conoscenza di se stessi.
Per ora può bastare… to be continued
Gioia – Salute – Prosperità
©Michele Leone
*in Le religioni dei misteri, Vol. I, Milano 2012

Immagini prese dalla rete


sabato 28 febbraio 2015

Grisù vuole fare il pompiere

Grisù vuole fare il pompiere
ovvero
Si nasce incendiari e si muore pompieri? del lavoro su stessi
           
Spesso siamo abituati a sentire che chi nasce tondo non muore quadrato, solitamente non è un complimento. Al di là di ogni possibilità di cambiamento è vero che è poi così negativo?
            Essere incendiari, portatori di idee e di cambiamenti solitamente è tipico della gioventù, alla maturità viene associata la pacatezza e la voglia di mediare. Ad un quarantenne che si agita come un ragazzo viene attribuita scarsa maturità, di un sessantenne che si agita come un ragazzo di solito si dirà che se non è cambiato non cambierà più e ad un ottantenne che si agita come il solito ragazzo probabilmente verrà attribuita demenza senile.
            Ad esempio, agitarsi, irritarsi troppo palesemente durante una riunione od un incontro di certo non fa bene e non aiuta a perorare le cause. Quindi cosa fare smettere di essere incendiari? Cambiare? Nel primo caso no, nel secondo sostituiamo l’idea del cambiamento con quella di evoluzione.
            La prima cosa da fare, è osservarsi, ascoltare le critiche, sbagliare ed imparare dai propri errori. Una volta fatto questo, è da domandarsi se veramente crediamo nelle nostre idee da un lato e come proporle. L’incipit di questo lavoro però deve essere, ed è come sempre il: nosce te ipsum. Lavorando la “pietra” siamo e scendendo in noi stessi il v.i.t.r.i.o.l. di alchemica memoria non solo avremo la possibilità (non sempre gradevole) di conoscerci ma, soprattutto di rettificare quanto in noi crea dei limiti. La rettificazione è l’operazione attraverso la quale quello che può essere considerato od è un difetto diviene un pregio od una virtù. La passione che tende ad essere irascibilità, intolleranza ecc. ecc. attraverso la rettificazione e l’amore diviene uno strumento di propensione incredibile. Ed allora per tornare alla nostra immagine dell’incendiario (incendiario sempre inteso come colui che accende il fuoco che arde e non brucia, non come un teppista e criminale nella realtà!);  dopo che avrà compiuto queste operazioni passerà dall’essere o innocente e combina guai come Grisù o un teppista che incendia cassonetti e lancia molotov all’essere più simile al banchiere anarchico di Pessoa o a chi non si limita ad un fuocherello, ma prepara con cura e pianificazione le cariche ed attendendo il momento giusto le farà partire simultaneamente.                     
Non si muore pompieri, i veri incendiari quelli nati e battezzati nel sacro fuoco se non si disperdono e se accettano la loro natura, se lavorano su se stessi e rettificano la loro natura saranno dei propagatori di fuoco e conseguentemente di luce.
Gioia – Salute - Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa dalla rete

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