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mercoledì 9 dicembre 2015

Il richiamo della Tempesta 0.1

Ich bin kein ausgeklügelt Buch,
Ich bin ein Gott mit seinem Widerspruch

Molti anni fa, oserei dire alcune vite or sono, ebbi a scrivere una poesia dal titolo Il marinaio; di quei versi giovanili rimangono solo una targa, una pergamena ed un titolo. Nel profondo restano emozioni e sensazioni, resta un sentire accompagnato da un modo di essere e di vivere che nella sua essenza non può essere sradicato. Si possono compiere innumerevoli volteggi, si può essere come diceva simpaticamente qualcuno marinai d’acqua dolce, si può persino essere marinai di terra. Per i più svariati motivi si può abbandonare od affondare il proprio legno e volgere le spalle al mare. Si posso fare tante cose, si può perfino arrivare ad illudersi di averlo dimenticato. Il mare, come l’Africa danno astinenza, prima o poi una qualunque sirena ricomincerà a cantare.
Di lontano, percepire una tempesta in arrivo, la madre di tutte le Tempeste! E’ quello il momento in cui viene messa in discussione la vocazione, la Tempesta è la chiamata. Sono gli dèi di molteplici pantheon assisi a gustarsi lo spettacolo della scelta. Se si è divenuti marchiati, segnati, siano essi simboli visibili o metafisici, non si può eternamente fuggire alla propria essenza. Il destino non è un accidenti frutto del caso è una scelta, è l’armonizzare le energie forti con quelle dolci, è quanto è ineluttabile, non perché inevitabile o posto da altri sulla nostra strada, è ineluttabile perché è l’unica strada che possiamo compiere. La tempesta è la chiamata, è la manifestazione fisica dello scioglimento di cordoni ombelicali metafisici o psichici a seconda di quello che preferite. Alla Tempesta non si può non rispondere, una risposta va data, una risposta che risiede nello scarto e contemporaneamente nella somma non algebrica di Eros e Thanatos!
Non vi è più tempo, bisogna correre li al limite dell’abisso e decidere se essere spettatori della tempesta o viverla. Lo spettatore, già privilegiato per essere arrivato a godere dello spettacolo potrà al massimo godere del sublime; affrontarla significa divenire altro, significa ricomporre quanto è sparso o specularmente disperdersi nel creato. Dispersione questa volta, naturale ed armonica sì vicina alla musica delle sfere.
Hermes il viaggiatore, claudicante mi  avvio nel bosco per scegliere la legna…
Gioia – Salute – Prosperità

©Michele Leone 



domenica 4 ottobre 2015

Mistery in history

    Alcune foto del convegno Mystery in History tenutosi ieri a Torino. Il mio intervento verteva sulle sulle società segrete nella storia. Grazie a tutti e alla prossima!



sabato 4 luglio 2015

una definizione di mistero


Mistero che nella sua origine greca (Myterion, cosa segreta) trova il suo più profondo significato e la vicinanza al segreto, rimanda anche attraverso la derivazione mýō al tener chiuso (prevalentemente gli occhi o le labbra). Questo tener chiuse le labbra, soprattutto se accompagnato al gesto del dito indice o dell’indice e medio appoggiati sulle stesse ricorda l’iconografia del dio Arpocrate, o il silenzio che deve accompagnare i Maestri Secreti o Discreti nel Rito Scozzese Antico e Accettato. Mistero, spesso viene declinato al plurale Misteri. I Misteri stanno abitualmente ad indicare l’insieme dei riti e delle cerimonie dei culti iniziatici. Come ad esempio in Grecia:
            I misteri, chiamati originariamente Orge, formano un insieme di credenze e di cerimonie religiose la cui natura esatta è lungi dall’essere stata chiarita, perché a causa del loro carattere iniziatico ed esoterico il loro contenuto non è stato divulgato da chi ha avuto accesso (mystai). Secondo la loro finalità, i misteri si rivolgevano a tutti gli esseri umani, senza discriminazione di sesso o di rango, oppure erano riservati a una determinata categoria .
I misteri, non fanno parte solo del retaggio culturale della Grecia classica, sono vivi e presenti con accezioni più o meno simili anche in alcune pratiche della chiesa cattolica. Arcano, che ha la sua origine nel latino arcanus, che è segreto, che deve essere celato. La parola è composta da arca (cassa, scrigno) e da arceo (rinchiudere, difendere, proteggere). Ciò che non è conoscibile perché protetto è nascosto è arcano.

Michele Leone, Misteri Antichi e Moderni. Indagine sulle società segrete, Yume, Torino 2015 pp 9-10

Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone

P.s. nel testo a stampa ci sono le note esplicative

domenica 1 marzo 2015

Società Segreta Delfica


Una tra le meno note Società Segrete esistitite in Italia tra Settecento ed Ottocento è quella Delfica. Vi riporto in calce l’alfabeto usato da questi settari.

Gioia  - Salute – Prosperità
© Michele Leone

domenica 15 febbraio 2015

Mýstēs


Mýstēs una nota in preparazione di una nota…

E’ fondamentale notare al di là delle accezioni contemporanee della parola e di quelle intrise di religiosità popolare o teologica che mistico è nella sua natura vicino ai misteri ed alle iniziazioni. Non solo, essendo legato al verbo greco mýō e principalmente al chiudere gli occhi (ma alche la bocca) rimanda a tutti quei processi iniziatici che nella tradizione mediterranea iniziano ad Eleusi ed in una qualche forma proseguono ininterrottamente sino alla Massoneria od alla Fratellanza di Myriam. Non a caso il mýstēs è propriamente l’iniziato (ai misteri). Per certo non è un caso, il riferimento anche linguistico, alla privazione della vista, non è forse colui che aspira alla iniziazione in uno stato di tenebre ed ignoranza? Non bisogna scendere nelle profondità delle terra (o di se stessi) per poi risalire? Dopo aver visto, dopo aver conosciuto, l’iniziato non può far altro che tacere su quanto ha prima esperito e poi appreso.

Gioia-Salute-Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa della rete, presumo che il credit sia di: Dariusz Klimczak. Nel caso l’autore dell’immagine ritenga che l’utilizzo della stessa sia inappropriato, sono disposto a cancellarla in qualunque momento.
#esoterismo #Eleusi

 


domenica 19 ottobre 2014

Porfirio, sui simulacri


Recensione. Porfirio, sui Simulacri, Adelphi 2012

Un libro per avvicinarsi ai misteri dell’antichità, alle “regole” dell’estetica prima che nascesse l’estetica come disciplina filosofica, un libro per cogliere i simboli delle statue o più semplicemente un libro per tutti coloro che sono curiosi. Curiosi di conoscere il perché una determinata divinità è rappresentata in un certo modo o curiosi di conoscere i “miti” all’origine della mitologia. Non bisogna temere la propria impreparazione quando ci si avvicina al neoplatonico Porfirio, come non bisogna mai temerla quando ci si avvicina ad un autore antico. Forse non avremo tutti gli strumenti per interpretare al meglio il loro pensiero e messaggio, forse saremo grati al traduttore ma, ci faremo un regalo avvicinandoci ad uno stile di pensiero prima ancora che di scrittura accessibile a tutti, molto più di tanti così detti intellettuali moderni. Un libro che stando all’autore non è per tutti:

“Parlerò per chi è lecito – voi profani chiudete le porte – e farò conoscere i pensieri di una sapienza teologica con i quali uomini, mediante immagini congeneri ai sensi, raffigurando realtà invisibili in forme visibili, rivelarono il dio e le potenze del dio a coloro che hanno appreso a ricavare dai simulacri, come da libri, ciò che vi è scritto riguardo agli dèi.”.

Da Leggere

Gioia Salute e Prosperità

© Michele Leone


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