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mercoledì 23 aprile 2014

Citazione da il Mondo Secreto


"Dopo aver speso gran parte del giorno nei lavori campestri, per breve ora i fratelli si riunivano, cingevano grembiulini di tela di lino, facevano un’abluzione nell’acqua fredda, entravano poscia in luogo inibito a chi non fosse dell’ordine; si disponevano intorno alla tavola comune, senza rivolgersi la parola, recitando una preghiera, e si cibavano di una sola vivanda e di un solo pane. Compiuto il pasto, deponevano il grembiule, che consideravano sacro; ritornavano al lavoro fino a sera; e facevano un secondo pasto con le medesime cerimonie. Quando un profano chiedeva di essere ammesso nella società, gli imponevano un noviziato di un anno, durante il quale egli doveva condurre il loro proprio regime di vita, benché non abitasse con loro. Gli davano un martello ed un’ascia ricurva, e lo vestivano d’una bianca tunica, cingendogli ai fianchi il sacro grembiule. Se, durante il noviziato, mostrava le attitudini necessarie, gli consentivano di partecipare alle sacre abluzioni; ma non era per anche ammesso nella società; doveva sostenere altri due anni di prove, durante i quali, assicuratisi sulla sua temperanza, si indagavano i di lui affetti, pensieri e propositi. Se egli usciva vittorioso dall’esame, era ricevuto nel sodalizio; ma prima di sedere alla tavola comune, pronunciava voti formidabili; giurava di servire Dio religiosamente, di osservare la giustizia verso tutti gli uomini, di amare la verità e di difenderla, di non rivelare i segreti della società."
G. DE CASTRO, Mondo Secreto, Vol. II 1864
Volutamente non ho detto nel titolo o prima della citazione che si parla degli Esseni, per permettere ad ognuno di formarsi un'opinione scevra da quanto possa evocare anche solo un nome...
Buona giornata a tutti
Michele

immagine tratta da: http://www.visionealchemica.com/





domenica 3 novembre 2013

Appunti sull’uso del grembiulino nell’Ordine e nei Riti massonici 1.0


STORIELLA A MODO DI PREMESSA

Tanto tempo fa in un monastero un gatto entrava nell'abbazia durante la messa miagolava e saltava sull'altare, l'abate non potendo tollerare oltre, chiese ai novizi di prendere il gatto e legarlo prima della funzione per liberarlo alla fine della stessa. Passarono molti Abati e molte generazioni di novizi, sempre il gatto veniva legato prima della funzione e liberato alla fine della stessa. Questa storia continuò sino all'arrivo di un giovane Abate che chiese ai novizi il motivo per cui legavano il gatto per slegarlo alla fine della messa. La loro lapidaria risposta fu: “perché così facevano i novizi prima di noi, perché si è sempre fatto così”. Ascoltata la risposta l' Abate disse loro di non legare più il gatto ed andò via meditabondo.

Senza ma senza se senza citazioni

Ho scelto deliberatamente di non usare citazioni prese da libri, anche dai più autorevoli autori. Non per presunzione ma per due semplici motivi. Il primo: tutti voi probabilmente siete più fini conoscitori di me della letteratura massonica e “scozzese”. Il secondo: un lavoro pieno di copia ed incolla o diventa un guazzabuglio o diventa uno studio scientifico. Senza ma e senza se, perché è giusto e doveroso esporre le proprie idee anche se vanno contro la maggior parte delle opinioni (d'altronde già Parmenide attaccava l'opinione come finta conoscenza). La Massoneria è una scuola che forgia al rispetto ed al confronto ma anche e soprattutto nei gradi del Rito Scozzese dovrebbe insegnarci a non essere pavidi, ma uomini volenterosi di conoscere ed esprimere il proprio pensiero anche fuori dal coro.

Appunti volanti

Il grembiulino di cuoio o pelle prima e di seta poi è strumento di lavoro indispensabile oltre che segno di appartenenza ed insegna. In signum dalla radice sak che sta per mostrare. Signum, ovvero, ciò che serve a far conoscere o a dare un indizio. In questo senso, a parer mio, ha una duplice valenza. La prima è quella di una manifestazione esterna del grado di consapevolezza raggiunto. La seconda, valida soprattutto per i grembiuli del Rito, è che essi siano uno strumento di meditazione; guardandoli essi aiutano attraverso la meditazione a cogliere il “secretum” dei vari gradi che rappresentano. Questo solo per parlare della parte anteriore dei grembiulini, spesso ci si dimentica che essi sono anche  composti (e ne è parte integrante) da una “corda” (lacci). Questa “corda” che serve a cingerli ai fianchi trasforma il grembiule in un cingolo atto a separare ciò che è in alto da ciò che è in basso, separare quanto vi è di materiale da quanto vi è di spirituale. Del resto il rimando al sacro è immediato. Infine se il grembiule è il primo strumento di lavoro e protezione, perché mai in una Loggia di Perfezionamento, in Capitolo ecc. si dovrebbe rinunciare al suo utilizzo?

Considerazioni necessarie e forse insufficienti sul grembiule come strumento

Durante l’iniziazione Massonica, il grembiule viene cinto attorno alla vita e vengono consegnati i guanti. In questa occasione di solito l'oratore tra le altre cose spiega che essi sono degli strumenti. Ma cos'è uno strumento? Potremmo dire che lo strumento è tutto ciò con cui e per il quale mezzo si può operare un azione. Nella sua etimologia troviamo instruere che sta per costruire, ma instruere è all' origine anche di istruire (che potremmo leggere come istruire dall'interno);  struere oltre che ad istruire, rimanda ad altre due parole che sia nel significato letterale che in quelli  più profondi sono o dovrebbero essere legati; esse sono costruire e distruggere. Nella prima è presente la particella con (insieme) e strudere (unire, ordinare), quindi mettere insieme più oggetti ordinatamente[1]; nella seconda è presente la particella privativa de con senso contrario, quindi avremo destruere (disfare, abbattere). Dopo aver risposto e divagato sul cosa possa essere uno strumento, la domanda successiva è: cosa ci faccio? Lo uso! È una risposta semplice, forse banale, ma con implicazioni forti. Cosa significa usare il grembiulino? Di certo non basta cingerlo, ma se iniziassimo a farlo sarebbe già un passo avanti. Bisogna fare un salto e proiettarci nel mondo sottile per percepirne la vera importanza. Non solo sui piani sottili, anche sul piano fisico esso è un memento da un lato ed un faro che ci guida nelle riflessioni sui simboli dall'altro. Gli strumenti sia fisici che no vengono donati al massone perché li possa usare per sempre più perfezionarsi nell'Arte; al singolo adoperarsi per diventare membro migliore della Scuola e soprattutto per poter meglio trasmettere ciò che è stato ricevuto.

Michele Leone

Bibliografia essenziale

Porciatti U.G., Simbologia massonica -  gradi scozzesi, Atanòr 1981

Sebastiani A., La luce massonica vol. 4, Hermes Edizioni 1993

Mainguy I., Simbolica dei gradi di perfezione e degli ordini di saggezza, Edizioni Mediterranee 2007

Bernard E. Jones, Guida  e compendio per i liberi muratori, Atanor 2001

Palingenius, L’Orthodoxie Maconnique, in La Gnose, n° 6 1910



[1] Con una certa “assonanza” questa parola può rievocare il dovere massonico di riunire ciò che è sparso.

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