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giovedì 5 novembre 2015

Appunti amorevol-teoretici di trasmutazione spirituale

A volte sembra che si possa accettare solo muniti di una ascia bipenne. Quando si passa dalla teoria alla pratica il percorso diventa più difficile. Quando le belle teorie si sostituiscono ad una realtà spesso putrescente inizia il vero lavoro. Non basta accettare, la parola spesso tradisce più di un’amante! come potrebbe essere diversamente? Come potrebbe essere innocente e vera una parola che nasce da uno spirito inquieto che non accetta ciò che è? E gli occhi che dovrebbero vedere fanno fatica a non distorcere quanto veduto e tramutarlo in un consolatore vantaggio o in un incubo deforme. Eppure bisogna accettare, ed anche in guerrieri più avvezzi alle battaglie devono fermarsi e combattere la battaglia più dura, quella dell’accettazione di un giudizio, di una scelta indipendentemente dal vero o dal falso, dal giusto o dallo sbagliato. Accettare probabilmente significa farsi da parte, mettere da parte non solo il proprio ego ed essere profondo, ma anche la volontà ed il desiderio; sarebbe facile con volontà e desiderio compiere magie e cambiare destini come corsi di fiume, ma è questa una delle vie per giungere a trasmutare il proprio spirito e la propria essenza. Fare questo è un po’ morire, è la morte di un seme in un terreno fertile, in primavera nascerà nuovamente.
Gioia – Salute –Prosperità
©Michele Leone  

Immagini prese dalla rete


giovedì 6 novembre 2014

Essenza e Amore


Quando si vuole andare al cuore delle cose si è soliti dire “andare all’essenza”. Andare all’essenza in una qualche maniera significa da un lato conoscere, dall’altro distillare il segreto della cosa conosciuta*. Questa deriva dal latino “Essentia” che rimanda a “essents” che ci porta ad “esse” ossia Essere, non basta “esse” rimanda alla radice es che sta per esistenza; quindi avremo che l’andare all’essenza di una idea o persona significa in una qualche maniera conoscere l’essere nel suo principio vitale. Potremmo dire in estrema sintesi che chi è sulla via dell’amore di Sofia cerca di conoscerla nella sua essenza. Coloro che si allontanano da questa strada d’amore divengono inevitabilmente assenti, non a caso ad “esse” che abbiamo visto sopra viene anteposta la particella “ab” nel senso di allontanamento.

L’amore quello cantato dal “romanzo della rosa” o da Dante solo per fare due esempi è un amore dei più puri che spinge l’amante non solo verso la conoscenza ma, anche verso la vita. Eviteremo il facile sillogismo che porterebbe alla conclusione che amare significa vivere e conoscere la vita nella sua essenza. Ma prenderemo questa  frase come uno dei possibili assiomi per i futuri discorsi sull’amore, che non ci scorderemo mai di ribadire essere principio universale che tutto può. Al contrario coloro che non amano, coloro che sono assenti nelle dinamiche amante amato sono destinati alle fredde tenebre. Non a caso la particella “ab” che da il senso di allontanamento, di “repulsione” allontanando dal principio vitale porta inesorabilmente verso la morte.

*In questa sede non è opportuno soffermarci su questo particolare processo di distillazione, ma può essere opportuno ricordare come nella farmacopea o nella preparazione dei liquori alcuni preparati vengono chiamati essenza. Bisogna sempre sapere quando è il caso di tagliare la testa e la coda di un distillato e quando no.

**Volendo si potrebbe approfondire la differenza tra Essenza, Ousia e accidente. Non pensiamo che questa ricerca di tipo tecnico-filosofico possa portare alla chiarificazione dell’idea di amore e conoscenza ma, per certo potrebbe essere uno stimolo…

Immagine presa dalla rete

Gioia – Salute – Prosperità

©Michele Leone

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