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domenica 18 ottobre 2015

pensieri aggrovigliati, La Porta Ermetica e Kremmerz

Oggi è una di quelle giornate in i cui pensieri fanno fatica a dipanarsi  e restano aggrovigliati in una matassa, in una palla con la quale forse non giocherebbe neanche un gatto. Ed allora meglio mettersi a lavorare in altro modo e forma. E’ quasi pronta la prima stesura della nuova edizione de La Porta Ermetica di Giuliano Kremmerz che probabilmente vedrà al luce nel periodo natalizio per i tipi di Mondi Velati editore. Vi riporto senza commento la prefazione che per un gioco di rimandi e “coincidenze” rimanda ad uno dei miei ultimi post quando parlo del “Canto dei Cantici” e alla dedica e introduzione de “Le magie del simbolo”.
Prefazione
Dedico a te, o Maria, esempio di inaudita fedeltà, queste pagine brevi, stampate, per volontà non mia, per iniziare ai secreti della tua anima ermetica i dotti fanciulli della ingenua umanità. Maga, sacerdotessa, zingara, cartomante, medichessa, astrologa, divina – seduttrice ed ammaliatrice sempre – sei passata e passi anche tu attraverso al labirinto delle vittime di due estremi, la fede ignorante e la boria scientifica dei terrestri. Quindi non meravigliarti se la mia prosa sarà accolta come Calandrino di Messer Boccaccio in Mugello.
Non so ora, o Maria, dove ti trovi e quale maschera porto, ma questo libro ti arriverà lo stesso e con un sorriso eroico, quel famoso sorriso dei pasticcetti con crema di frutta, dirai:
-           Toh! Parla un morto della tragedia storica che vissi e piansi in omaggio alla gratitudine dei popoli melensi, immemori di chi loro ha donato la libertà del non credere!
E leggerai e vedrai le due figure che ho insinuate.
La prima è il caracter adeptorum… una cosa che capiscono tutti al tempo che corre, nel quale anche gli agenti delle imposte studiano l’occultismo nei manuali della culinaria vegetariana. E se qualcuno non lo intendesse, basterebbe domandarne al primo dei filosoi iniziati che ci vengono a predicare il verbo credere da oltre alpe. Poiché la razza greco-italica è orbata di maestri di tali cose sublimi, emigrati nel campo psichico forestiero, per acquistare quel certo tonico scientifico che loro mancava, nel vecchiume cristallizzato dell’antica esposizione metafisica… e per saperne la interpretazione giusta e moderna, anzi per penetrarne il mistero arcaico col lumicino filologico che ci fa difetto.
Sol voglio farti notare, o Maria, che intorno al circolo è scritto: Non formido mori, voto melioris ovilis: Nam ante oculos mihi ceu in speculo stat vita fortuna che in lingua maccheronica, salv complicazioni internazionali, vorrebbe dire che all’adepto sta innanzi agli occhi come in uno specchio la vita futura e che, quindi, non si spaventa della morte pel desiderio di migliorare l’ovile. E’ quindi ancora, aggiungo io, vano per l’adepto di studiare questa morte che non gli fa paura e ozioso il parlarne per contentare i curiosi.
Alla leggenda esteriore va contrapposta una croce di quattro versetti, la più interna, i quali, dalla posizione della scrittura, si fanno supporre girevoli e si completano due a due
Crux abit in lucem – Lux deerit soli
Crux agit arte ducem – Dux erit umbra solis

Oppure
Lux deerit soli - Crux abit in lucem
Dux erit umbra solis - Crux agit arte ducem

E nel mezzo di un cerchio interiore:
Ergo sibi simili constantia cardine quadrant
Versetto che si vuol far precedere o seguire alle due coppie precedenti. Basta un latinista di ginnasio per non far capire lo spirito di quell’Ergo, ma per tradurre ci basta un bidello delle scuole regie.
Più critica è la seconda tavola: Cavea sibyllarum.
Cavea vuol dire gabbia, recinto, platea o luogo? Guarda il fregio ovale che chiude la scena: non ti pare un serpente che non abbia ne capo ne coda?
L’autore annota: cavea sibyllarum, idest cavea virginorum faticanarunt, cioè delle vergini indovine. Vergini? Ma perché il lettore non prenda abbaglio soggiunge: idest faemina vel puella, cioè donna o fanciulla cujus pectus Numen recipit, il petto della quale riceve il Nume. Anche qui un ostacolo: pectus è il petto, il seno, il cuore, l’anima, il sentimento? Dovresti, o Maria, spiegarlo tu, perché tu lo sai ogni volta che fai la vergine indovina donde ti escono Dei sententias sonantes, cioè sentenze sonanti o vocali di Dio!
Come frontespizio al libro, vi ho fatto incidere la porta ermetica che sta nei giardini di Roma. Ti ricordi Roma, o Maria? La consoci bene, non dir di no – e sai che ha tante porte grandi e questa piccola e bassa. La ho scelta perché certe scritte paiono fatte apposta per le opere che sto incubando pei secoli futuri – quando i negri corvi partoriranno le bianche colombe, vale a dire quando in Vaticano si farà colazione con due granelli di pietra filosofica con asparagi scientifici all’insalata – gli asparagi per prevenire la calcolosi.
Tu sorridi, o amica diletta tu ridi…
Siimi serenamente giudice. Aspetto il tuo verdetto. Un fiore. Lo staccherai dall’albero della Genesi, lasciando che gli altri fruttifichino il bene e il male, che l’umanità, avanzando, raccoglie e digerisce. Conserva per te la melagrana, perché ti riconoscerò dalle labbra rosse, come nel Cantico dei Cantici, e dalla voce regale… perché hai testa di donna e corpo flessuoso di serpente tentatore: non ridere… lo vedi il cherub dalla spada fiammeggiante che veglia, ci spia, ci fa da delatore? …oh il perfido eunuco!
Giuliano Kremmerz
Gioia – Salute – Prosperità
©Michele Leone
Immagini prese dalla rete 




giovedì 23 ottobre 2014

Recensione

Marco Materassi, Pratica di sé. Propedeutica Massonica, Tiphert 2012. Coedizione digitale #MondiVelatiEditore 2013.

Il volume di Marco Materassi è degno di interesse e nota sia per il non #massone e studioso sia per l’iniziato al...la Libera Muratoria. Le prime novata pagine sono interamente dedicate alla storia della Massonica istituzione con riferimenti anche ai testi antichi che hanno portato al 1717, anno di nascita della Gran Loggia d’Inghilterra. L’autore non si limita alla storia antica della latomistica istituzione ma, approfondisce anche aspetti più recenti e cosa non usuale pone la sua attenzione agli accadimenti ed allo sviluppo della Gran Loggia d’Italia degli A.'.L.'.A.'.M.'. piazza del Gesù - palazzo Vitelleschi.
I riferimenti a questa obbedienza massonica, seconda in Italia per numero di iscritti e prima ad aver accettato le donne (1956) non sono solo nella parte storica, ma anche in quella in cui approfondisce gli aspetti simbolici e rituali o semplicemente nella struttura organizzativa della stessa. E’ un volume scritto con chiarezza e che cerca con rigore di sviscerare una molteplicità di aspetti legati alla vita ed ai lavori #massonici. Un unico difetto, nato forse dall’esigenza di non appesantire la lettura: assenza di bibliografia e scarno di note. Difetto, in questo caso, perdonabile ma, si auspica che nelle prossime edizioni venga colmato. L’assenza delle note non pregiudica la serietà e scientificità del lavoro, in quanto le citazioni sono sempre puntuali e spesso riportate sia in lingua originale che in traduzione.


 Lo consiglio

 Gioia – Salute - Prosperità
© Michele Leone

Foto: Recensione
Marco Materassi, Pratica di sé. Propedeutica Massonica, Tiphert 2012. Coedizione digitale Mondi Velati Editore 2013.
Il volume di Marco Materassi è degno di interesse e nota sia per il non massone e studioso sia per l’iniziato alla Libera Muratoria. Le prime novata pagine sono interamente dedicate alla storia della Massonica istituzione con riferimenti anche ai testi antichi che hanno portato al 1717, anno di nascita della Gran Loggia d’Inghilterra. L’autore non si limita alla storia antica della latomistica istituzione ma, approfondisce anche aspetti più recenti e cosa non usuale pone la sua attenzione agli accadimenti ed allo sviluppo della Gran Loggia d’Italia degli A.'.L.'.A.'.M.'.  piazza del Gesù - palazzo Vitelleschi.
I riferimenti a questa obbedienza massonica, seconda in Italia per numero di iscritti e prima ad aver accettato le donne (1956) non sono solo nella parte storica, ma anche in quella in cui approfondisce gli aspetti simbolici e rituali o semplicemente nella struttura organizzativa della stessa. E’ un volume scritto con chiarezza e che cerca con rigore di sviscerare una molteplicità di aspetti legati alla vita ed ai lavori massonici. Un unico difetto, nato forse dall’esigenza di non appesantire la lettura: assenza di bibliografia e scarno di note. Difetto, in questo caso, perdonabile ma, si auspica che nelle prossime edizioni venga colmato. L’assenza delle note non pregiudica la serietà e scientificità del lavoro, in quanto le citazioni sono sempre puntuali e spesso riportate sia in lingua originale che in traduzione.
Lo consiglio
Gioia – Salute - Prosperità 
© Michele Leone

martedì 4 giugno 2013

Breve introduzione all' ebook di E. Queto, Cenni importanti sull'origine e scopo e della Massoneria.



Seguendo la volontà dell’Editore di rendere fruibili al grande pubblico testi difficilmente reperibili sul mercato tradizionale o inaccessibili a quello digitale diamo “alle stampe” questo primo volume della collana Ritrovati.

Il testo di Enrico Queto è un agile volume degli inizi della seconda metà dell’ottocento sulla Massoneria. Questo libro, con semplicità e chiarezza prova a raccontare brevemente la nascita, tra storia e mito di questa istituzione ed il suo evolversi. Il cuore dell’opera di Queto è nello spiegare il fine della Massoneria e alcuni significati dei suoi propri riti e simboli.

E’ un volume molto diverso da quelli che spesso sono pubblicati attualmente che potrà incuriosire ed essere utile strumento sia al lettore occasionale di questi argomenti sia all’assiduo frequentatore di letture sulla Massoneria. Se, forse, l’appassionato di esoterismo, il cultore di misteri tout court potranno restare delusi dalla semplicità delle pagine che seguono, il lettore attento, colui che è abituato a riflettere e leggere tra le righe troveranno spunti per profonde riflessioni e per poter come in un puzzle aggiungere tasselli alla conoscenza delle cose e delle tradizioni Massoniche.

Queto, probabilmente non è imparziale, anzi, nelle sue pagine a partire dalle prime righe della prefazione si capisce subito che è un testo a favore della Massoneria, anzi, parafrasandolo è un libro scritto per farla “amare”. E’ uno di quei testi che ci riportano nel vivo del risorgimento, dove così vivi e accesi erano gli animi degli uomini. Dove chi poteva, apertamente, si schierava e difendeva le proprie idee.

L’edizione digitale di quest’opera si basa sull’edizione del 1859, dove campeggia quasi come sotto titolo la frase: Raccolti per cura del FKKAD. Questa frase è lunica scritta con le abbreviazioni in uso tra i massoni, detti anche quasi scherzosamente fratelli tre puntini a causa del loro modo di abbreviare le parole per mezzo del segno/simbolo dei tre punti a forma di triangolo. Non volendo, in questa sede entrare in un discorso sulle abbreviazioni massoniche nella storia, discorso che meriterebbe un’approfondita analisi ed uno studio a oggi assente, mi limiterò a decifrarla in: Raccolti per cura del Fratello Cavaliere Kadosh. Le uniche variazioni rispetto all’opera originale, in questa versione digitale consistono in una leggera modifica al testo per rendere più fruibile la lettura. Una modifica minima che non ha voluto snaturare il testo, infatti, la maggior parte di questo e tale e quale all’originale, ma che ha operato sull’eliminazione o sostituzione della maggior parte dei termini desueti e non più in uso nella nostra lingua. L’unica vera cancellazione consiste nel non aver riportato in questa edizione la tabella delle Gran Logge e Gran Capitoli degli Stati Uniti d’America con le relative Logge subordinate nel periodo 1850 – 1868.

Michele Leone

E. Queto, Cenni importanti sull'origine e scopo e della Massoneria, Mondi Velati Editore, Chivasso 2013



lunedì 3 giugno 2013

Similitudine tra proemio Vangelo di S. Giovanni e un passo delle Upanisad

 


“L’intuizione mitica, anzi, stabilisce l’equazione Parola-Sole, Vibrazione-luce, e l’attestano, con grande varietà, molti termini del vocabolario sacerdotale (MUI = risplendere, risuonare). Anche in India, culla dell’antica Tradizione orientale, si dà gran rilievo al potere magico della Parola, Vac, che nel X inno del RgVeda è protagonista assoluta. E in singolare consonanza con il proemio del Vangelo di san Giovanni un passo delle Upanisad recita testualmente: “In principio fu il Vac e il Vac era presso il Brahman e il Vac era Brahman”.”

 Parodi Bent, "Meditazioni sulla Massoneria.” Mondi Velati Editore srl, Chivasso 2013, cap. 2 “La Massoneria fra esoterismo e Illuminismo”





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