Visualizzazione post con etichetta tempio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tempio. Mostra tutti i post

sabato 25 ottobre 2014

Guillaume Durand de Mende, Manuale per comprendere il significato simbolico delle cattedrali e delle chiese, Edizioni Arkeios 2000


Spesso capita che rapiti dal fascino del medioevo, dal mistero dei simboli che celano le cattedrali molti autori ed autori vadano alla ricerca della più fantasiose spiegazioni per quanto è custodito e ri-velato all’interno delle chiese e cattedrali. Ancor più spesso si interpreta “ad istinto” senza seguire delle regole siano esse della storia dell’arte o di quella che possiamo definire storia delle idee di un’epoca.
Questo libro, che in realtà è parte di un’opera più grande (Rationale divinorum officiorum) merita di essere sul comodino o nella memoria di ogni persona che si avvicini al così detto medioevo ed ai suoi simboli. Guillaume si muove con agilità e disinvoltura tra la costruzione metafisica e quella fisica senza le remore dell’uomo contemporaneo. Le pagine di questo lavoro sono uno strumento di interpretazione non solo dell’aspetti fisico degli edifici di cui si parla ma anche di quello simbolico ed allegorico.

In queste pagine nulla viene tralasciato di quanto concerne l’edificazione di un tempio dalle parti della chiesa al cimitero ed alle campane.
Cit. DELLA SCALA: “La spirale della scala a chiocciola, costruita sull’esempio di quella del tempio di Salomone, è il sentiero che striscia attorno ai muri della chiesa attraverso cui si conosce, senza essere visto da nessuno, il segreto di tutti i misteri dell’edificio spirituale, la cui rivelazione non appartiene che a coloro che si elevano fino al cielo, attraverso la meditazione dei suoi beni. Si parlerà nel capitolo successivo dei gradini che portano all’altare.”.

Indispensabile

Gioia – Salute - Prosperità

© Michele Leone

domenica 9 marzo 2014

Le scuole iniziatiche non sono un hobby nota 2.0

La degenerazione delle scuole iniziatiche non è colpa dei neofiti e/o profani

Definire cosa sia una scuola iniziatica probabilmente è impresa troppo ardua per l’autore di queste righe, di certo non è mia intenzione farlo qui ed ora, piuttosto in un ragionamento più ampio alla stregua della “teologia negativa” proverò a definire in varie occasioni cosa non sia una scuola iniziatica.
Se si ha del tempo libero è bene occuparlo in attività “ludiche” che diano piacere a seconda delle proprie inclinazioni. Se tra le proprie inclinazioni vi è una certa curiosità intellettuale e spirituale o il desiderio di dedicarsi al miglioramento dell’umanità vi sono una moltitudine di associazioni culturali, onlus, service e luoghi di incontro e confronto dove poter sviluppare al meglio i propri interessi intellettuali e qualche volta economici. L’ingresso in una qualsivoglia scuola iniziatica è e dovrebbe essere una scelta radicale e profonda non un provare o curiosare.
Dovrebbe essere dovere dei Tegolatori prima e dei Maestri  poi cogliere i veri interessi e potenzialità del candidato, che da alcune Scuole viene definito profano. Profano, parola viva che troppo spesso è usata come termine privata della sua forza vitale e spirituale. Il profano è colui che è fuori dal recinto sacro,  fuori dal tempio. Il profano per definizione non sa ed è innocente. E’ un bussante, la profanazione del sacro non può essere una sua colpa ma è colpa di coloro che pur essendo all’interno permetto l’accesso chi non è ancora pronto od essendo all’interno volutamente o meno non colgono l’essenza della sacralità dello spazio ove operano. E qui il rimando è immediato a quel TRADITOR, ovvero il maestro che se non trasmette adeguatamente tradisce!
La curiosità nel senso di curiositas non è una cosa negativa, ma positiva che va alimentata e soddisfatta. Entrare in una comunità, in una scuola iniziatica, in un ordine cavalleresco significa accettarne le regole e subirne le prove, ma chi se non coloro che sono predestinati all’incontro con il profano posso darne una spiegazione e cogliere in questo quella scintilla che lo renderà nel tempo il tedoforo della fiamma sacra?
Per divenire tedoforo, si perché gli iniziati e non i semplici portatori di insegne sono tedofori, il profano dovrà divenire iniziato (ovvero neofita). L’iniziazione comporta degli obblighi, che visti dal di fuori dello spazio sacro sembrano quasi banali ovvietà. Quali sono queste ovvietà?
La prima è la frequenza della scuola dalla quale è ricevuta l’iniziazione. Senza frequenza è impossibile cogliere quanto va colto ed assimilare ciò che va assimilato. La seconda è l’ascolto, non solo inteso in senso fisico e delle parole. Bisogna porsi in una posizione di silenzio interiore e di osservazione; qui torniamo al maestro che può e spesso e traditore perché col suo dire col suo fare influenza ed insegna. Va da se che se il neofita deve frequentare ed osservare, coloro che non sono più neofiti devono lavorare con maggior costanza impegno ed assiduità, perché oltre a dover continuare la loro “formazione permanente” sono chiamati volenti o nolenti a dare un’ insegnamento non fosse che con il solo esempio.
Le poche righe che avevo previsto stanno diventando pagine, l’argomento sta prendendo pieghe inaspettate, è il momento di tacere, per riprendere in altro momento queste considerazioni.
Michele Leone


domenica 5 maggio 2013

Appunti sulla definizione e concetto di Tempio

 

Il Tempio

 
…il Mondo è statua, immagine, tempio vivo di Dio (T. Campanella)
 
 
 
 
La parola tempio trova la sua origine nella radice indoeuropea tem e significa spazio delimitato (consacrato agli dei). Quindi il tempio non solo nella sua radice etimologica, ma anche nella realtà è uno spazio delimitato. Potremmo definire il tempio come rappresentazione del mondo.  In quanto rappresentazione del mondo possiamo e dobbiamo leggerlo e per dirla con Ugo di san Vittore: universus mundus iste sensibilis quasi quidam liber est scriptus digito Dei. [1] Quanto detto a rafforzare se fosse necessario l’immagine della sacralità e dell’isolamento del luogo. L’isolamento quando si opera in un tempio non deve essere vista come fuga dal mondo o dal sociale, ma al contrario come il luogo nel quale l’iniziato deve ritemprare il proprio essere per tornare nella profanità. Il tempio è il luogo dei lavori ma anche delle riflessioni e della ricerca delle più alte ambizioni dello spirito è il luogo della consapevolezza delle virtù che verranno provate e portate fuori da esso. Se questo non fosse sufficiente è da notare come ad esempio il tempio massonico, ma anche tutte le cattedrali costruite da muratori e in generale gli edifici sacri sono orientati da Occidente a Oriente; ovvero ad accogliere il sole nascente (questa indicazione la troviamo anche in Vitruvio).  Un'altra possibile similitudine è quella del tempio con l’atanor degli antichi e moderni alchimisti: il tempio come “forno di cottura”. Durante i lavori all’interno del tempio/atanor ognuno perde la propria individualità e mette in comunione con l’essenza di ogni iniziato facente parte dei lavori il proprio vero essere. In questa comunione il tempio, il recinto sacro agisce come il forno che coagula le singole energie per trasmutarle nell’oro, vero tesoro e segreto della comunità degli iniziati.
Michele Leone
 
 
Tempio di Apollo a Delfi....immagine presa dalla rete.




[1] Ugo di san Vittore, Didascalicon, P.L. 176;814. L’universo è un libro scritto dalla mano di Dio.

 

 


Post in evidenza

Welcome http://micheleleone.it/

Ciao a tutti, oggi voglio segnalarvi la nascita del mio sito: http://micheleleone.it/ Spero di ritrovarvi numerosi su questa nuova piat...