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sabato 4 luglio 2015

una definizione di mistero


Mistero che nella sua origine greca (Myterion, cosa segreta) trova il suo più profondo significato e la vicinanza al segreto, rimanda anche attraverso la derivazione mýō al tener chiuso (prevalentemente gli occhi o le labbra). Questo tener chiuse le labbra, soprattutto se accompagnato al gesto del dito indice o dell’indice e medio appoggiati sulle stesse ricorda l’iconografia del dio Arpocrate, o il silenzio che deve accompagnare i Maestri Secreti o Discreti nel Rito Scozzese Antico e Accettato. Mistero, spesso viene declinato al plurale Misteri. I Misteri stanno abitualmente ad indicare l’insieme dei riti e delle cerimonie dei culti iniziatici. Come ad esempio in Grecia:
            I misteri, chiamati originariamente Orge, formano un insieme di credenze e di cerimonie religiose la cui natura esatta è lungi dall’essere stata chiarita, perché a causa del loro carattere iniziatico ed esoterico il loro contenuto non è stato divulgato da chi ha avuto accesso (mystai). Secondo la loro finalità, i misteri si rivolgevano a tutti gli esseri umani, senza discriminazione di sesso o di rango, oppure erano riservati a una determinata categoria .
I misteri, non fanno parte solo del retaggio culturale della Grecia classica, sono vivi e presenti con accezioni più o meno simili anche in alcune pratiche della chiesa cattolica. Arcano, che ha la sua origine nel latino arcanus, che è segreto, che deve essere celato. La parola è composta da arca (cassa, scrigno) e da arceo (rinchiudere, difendere, proteggere). Ciò che non è conoscibile perché protetto è nascosto è arcano.

Michele Leone, Misteri Antichi e Moderni. Indagine sulle società segrete, Yume, Torino 2015 pp 9-10

Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone

P.s. nel testo a stampa ci sono le note esplicative

domenica 14 giugno 2015

Da Eleusi a Londra piccolo viaggio iniziatico con le mani pure

… E non ha tutti quelli che vi aspirano è concesso di prendere parte ai riti misterici, ma a alcuni viene intimato di stare alla larga, per esempio chi non ha mani pure e parla una lingua incomprensibile…*

Che le iniziazioni siano da sempre legate a una forma di “selezione” dei candidati è cosa risaputa e le motivazioni possono essere le più varie. Che quanto è rimasto della Tradizione è oggigiorno frammentato è altrettanto risaputo. Che il dovere di chi è sulla strada sia riunire quanto è sparso è noto. Da svariate lune “inciampo” in Eleusi e Orfeo, prima o poi mi dovrò dedicare con seria costanza al compito di approfondire metodicamente questi Misteri. Oggi voglio soffermarmi su di una parte di questa piccola citazione. “Chi non ha mani pure”, le mani pure che non devono macchiarsi, possono essere metafora o allegoria di molte cose. Ritroviamo le mani pure in molte scuole iniziatiche tra cui la Massoneria. Quando parlo di massoneria, il mio riferimento di solito è al concetto di massoneria e non ad una o all’altra istituzione massonica esistita o esistente. Se non erro durante l’iniziazione muratoria, al neofita è detto che le sue mani devono restare pure. Se devono restare pure significa che lo erano…
…se lo erano, vuol dire che secondo quanto è riportato nella citazione, egli aveva questo requisito. Se aveva questo requisito, poteva aspirare e ricevere il “privilegio” di prendere parte ai riti misterici e nella moderna massoneria ricevere l’iniziazione.
Spesso i punti di contatto con le tradizioni e la Tradizione non sono così occulti e misteriosi come alcuni vogliono farci credere. Spesso sono la nostra limitatezza di informazioni, di conoscenza o di desiderio di metterci in gioco che non ci permettono di vedere oltre il nostro naso o di affidare aprioristicamente al primo “guru” di turno la nostra crescita.
Il mio invito è di camminare e ogni tanto capiterà di inciampare a volte ci si sbuccerà un ginocchio a volte si troverà un indizio per la ricerca.

Gioia – Salute – Prosperità
© Michele Leone
Immagine presa dalla rete

*In: Eleusis e Orfismo: I Misteri e la tradizione iniziatica greca, a c. di Angelo Tonelli, Milano 2015

domenica 15 febbraio 2015

Mýstēs


Mýstēs una nota in preparazione di una nota…

E’ fondamentale notare al di là delle accezioni contemporanee della parola e di quelle intrise di religiosità popolare o teologica che mistico è nella sua natura vicino ai misteri ed alle iniziazioni. Non solo, essendo legato al verbo greco mýō e principalmente al chiudere gli occhi (ma alche la bocca) rimanda a tutti quei processi iniziatici che nella tradizione mediterranea iniziano ad Eleusi ed in una qualche forma proseguono ininterrottamente sino alla Massoneria od alla Fratellanza di Myriam. Non a caso il mýstēs è propriamente l’iniziato (ai misteri). Per certo non è un caso, il riferimento anche linguistico, alla privazione della vista, non è forse colui che aspira alla iniziazione in uno stato di tenebre ed ignoranza? Non bisogna scendere nelle profondità delle terra (o di se stessi) per poi risalire? Dopo aver visto, dopo aver conosciuto, l’iniziato non può far altro che tacere su quanto ha prima esperito e poi appreso.

Gioia-Salute-Prosperità

© Michele Leone

Immagine presa della rete, presumo che il credit sia di: Dariusz Klimczak. Nel caso l’autore dell’immagine ritenga che l’utilizzo della stessa sia inappropriato, sono disposto a cancellarla in qualunque momento.
#esoterismo #Eleusi

 


domenica 19 ottobre 2014

Porfirio, sui simulacri


Recensione. Porfirio, sui Simulacri, Adelphi 2012

Un libro per avvicinarsi ai misteri dell’antichità, alle “regole” dell’estetica prima che nascesse l’estetica come disciplina filosofica, un libro per cogliere i simboli delle statue o più semplicemente un libro per tutti coloro che sono curiosi. Curiosi di conoscere il perché una determinata divinità è rappresentata in un certo modo o curiosi di conoscere i “miti” all’origine della mitologia. Non bisogna temere la propria impreparazione quando ci si avvicina al neoplatonico Porfirio, come non bisogna mai temerla quando ci si avvicina ad un autore antico. Forse non avremo tutti gli strumenti per interpretare al meglio il loro pensiero e messaggio, forse saremo grati al traduttore ma, ci faremo un regalo avvicinandoci ad uno stile di pensiero prima ancora che di scrittura accessibile a tutti, molto più di tanti così detti intellettuali moderni. Un libro che stando all’autore non è per tutti:

“Parlerò per chi è lecito – voi profani chiudete le porte – e farò conoscere i pensieri di una sapienza teologica con i quali uomini, mediante immagini congeneri ai sensi, raffigurando realtà invisibili in forme visibili, rivelarono il dio e le potenze del dio a coloro che hanno appreso a ricavare dai simulacri, come da libri, ciò che vi è scritto riguardo agli dèi.”.

Da Leggere

Gioia Salute e Prosperità

© Michele Leone


mercoledì 30 aprile 2014

Giovanni De Castro, il Mondo Secreto Vol. I


Nella speranza di fare cosa gradita vi riporto l'indice del
primo volume di G. De Castro a breve on-line e nelle librerie.
Prefazione di Luigi Pruneti
Premessa di Michele Leone
Introduzione
Libro Primo – Le Iniziazioni Antiche
I. I Magi
II. Il Culto Mitriaco
III. I Bramini e i Gimnosofisti
IV. Iside
V. I numeri d’oro
VI. Le trasformazioni della leggenda Isiaca
VII. I Misteri Eleusini
VIII. Le Tesmoforie

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