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martedì 27 ottobre 2015

Iniziazione di Gesù

Mentre lavoravo alla preparazione del secondo volume de Il Mondo Secreto di De Castro, ho riletto il passo che oggi vi riporto.
“Giunta la sera stabilita i notturni segnali apparvero sulla montagna. Gesù e Giovanni si affrettarono a recarsi al luogo del convegno; nel quale trovarono un mandatario dell’ordine vestito di bianco. Furono da costui guidati a subire le loro prove; senza le quali non avrebbero potuto entrare nel luogo ove erano radunati i membri dell’ordine; compiute le quali furono condotti nel seno dell’assemblea, ove i fratelli stavano seduti in semicerchio divisi secondo i quattro gradi della sapienza. Alla presenza di quei sapienti, le cui candide vesti porgevano testimonianza dell’innocenza del loro animo e della loro vita, i due giovinetti, con la mano destra appoggiata sul petto e la sinistra stesa lungo il fianco, pronunciarono con purissimo affetto i loro voti, e promisero di rinunciare ai tesori terrestri, alla gloria e alla potenza di quaggiù; e giurarono, dando e ricevendo un bacio fraterno, obbedienza e segretezza. Dopo di che furono (così volevano gli statuti dell’ordine) condotti in una remota caverna, ove restarono tre giorni e tre notti a meditare sulla nuova vita a cui erano chiamati; e la terza sera furono ricondotti nell’assemblea per essere interrogati, ed indi per pregare in comune; e ricevuto di bel nuovo fraterno bacio, furono vestiti di bianco, meritando quel simbolo con la schiettezza e purezza del cuore; e si diede loro un piccolo alveare, emblema dell’operosità della setta. Intonato il canto di lode e sedutisi da soli, come impongono le regole dell’ordine, e non in comune, al banchetto d’amore e di carità, furono congedati, affinché rimanessero in completa solitudine dodici lune, nella custodia dell’antico, per rendersi degli delle novelle iniziazioni.                                                                    
Passato l’anno, l’ordine li riebbe più ferventi che mai, e più deliberati alla missione che avevano assunta. Nella meditazione e nel digiuno il loro spirito grandeggiò; e gli inattesi incrementi svelarono la natura e la potenza divina. Però i successivi gradi si dischiusero ad essi come a figli amatissimi; e compiute le obbligatorie e rituali prove ebbero nell’ordine seggio degno della loro sapienza e delle loro virtù”.
E’ mia intenzione, leggere questo passo come una “favola”, ma in questa “favola” ci sono degli elementi che sono o dovrebbero essere caratteristici di molte scuole iniziatiche passate e presenti. Mi limiterò a sottolinearne un paio. Tipico delle scuole iniziatiche è il giuramento obbedienza e segretezza, non deve stupire che lo si ritrovi nella iniziazione degli Esseni. L’essere vestiti di bianco da un lato rimanda al candidato e dall’altro alla purezza che la maggior parte delle scuole iniziatiche hanno come divisa, è quasi superfluo ricordare che questo è il colore del grembiulino che cinge i fianchi degli Apprendisti Accettati nella Libera Muratoria. La metafora o simbolo dell’alveare è presente nella tradizione ermetica, e ad esso ed alle api fanno riferimento numerosi autori di scuola Rosa+Croce, come la famosa rosa alveare che su trova nel testo Summum Bonun di R. Fludd ed il motto Dat Rosa Mel Apibus. Il periodo di solitudine di dodici lune, simile alla lunghezza di un anno ha molteplici richiami con le scuole iniziatiche. In ultimo, nonostante ai candidati siano state riconosciute qualità divine, la scuola degli Esseni non si esenta dal compiere le obbligatorie e rituali prove; questo è quanto avviene o dovrebbe avvenire in ogni società Tradizionale ed Iniziatica. Non importa chi sia il candidato, la ritualità e le prove non sono un orpello.                                              
 A queste brevi e veloci considerazioni se ne potrebbero aggiungere molte altre e di varia e più profonda natura, ma l’ora è tarda…
Gioia – Salute – Prosperità
©Michele Leone

Immagine presa dalla rete. Raffigurazione di uno dei disegni del quaderno di VILLARD DE HONNECOURT

lunedì 8 dicembre 2014

non recensione de I Grandi Iniziati di Schuré


Questa mattina, ho ritrovato quasi per caso il volume di Schuré mentre cercavo altro nella mia biblioteca. E’ un autore a cui devo molto, la sua presenza entrò a scompigliare i miei giovani pensieri un paio di decenni orsono. Accadde in una di quelle torride estati meridionali, dove la terrà é rossa come il sangue e un po’ più a sud si balla la taranta. La ricordo ancora l’edizione economica proposta dalla Newton, con una copertina blu inguardabile e al costo di 3.900 lire. Schuré, come molti altri era in una qualche forme legato al sud ed alla Puglia, quando a Bari Laterza pubblicava per primo quest’opera. Tempi irripetibili, quelli nei quali Benedetto Croce raccomandava Julius Evola.  

Il libro di Schuré, va letto senza pregiudizio, se possibile con lo stato d’animo di chi accoglie ed ascolta e valuta solo alla fine. In queste pagine dense, l’autore ripropone la storia del pensiero religioso ed esoterico. E’ un libro che se non risponde alle domande chi sono, da dove vengo, dove vado, offre la possibilità al ricercatore di trovare la sua propria strada.

“Tutte le grandi religioni hanno un storia esteriore ed una storia interiore; apparente una, nascosta l’altra. … Per storia interiore, intendo la sapienza profonda, la dottrina segreta, l’azione occulta dei grandi iniziati, profeti o riformatori che quelle stesse religioni hanno creato, sostenuto diffuso.


La seconda che io chiamo la tradizione esoterica o la dottrina dei Misteri, è assai difficile da dipanare. Essa infatti si svolge all’interno dei templi, delle confraternite segrete, e i suoi drammi più avvincenti si snodano nell’animo dei grandi profeti che non affidarono a pergamene o a discepoli il racconto delle loro crisi supreme, delle loro estasi divine. Bisogna intuirla. Ma, una volta arrivati a scorgerla, essa appara luminosa, organica, costantemente in armonia con se stessa. La si potrebbe definire storia della religione eterna e universale. In essa appare il retroscena delle cose, il diritto della coscienza umana, di cui la storia non ci offre che il tormentoso rovescio. In essa cogliamo l’epicentro generatore della Religione e della Filosofia cha, all’altro estremo dell’ellisse, si ricongiungono attraverso la sapienza integrale; questo epicentro corrisponde alle verità trascendentali; in esso troviamo la causa, il principio e la fine del prodigioso lavorio dei secoli. Questa è l’unica storia di cui mi occupo nel presente libro.”[1]


Un viaggio attraverso Rama, Krishna, Ermete, Mosè, Orfeo, Pitagora, Platone e Gesù. Un viaggio del quale non voglio svelare nulla, poiché sarebbe come proporre a dei viaggiatori un tour in un villaggio vacanze. Questo libro, però, dovrebbe rimandarne ad un altro, il sogno della mia vita, sempre edito a Bari da Laterza. In questo secondo volume che forse dovrebbe essere letto per primo, l’autore racconta la sua vita, vi è un capitolo dedicato alla genesi de “I Grandi Iniziati”; soprattutto come nella migliore tradizione dell’amore cortese si parla di una donna che allo stesso tempo è reale ed è rimando al trascendentale. Perché ci sono delle donne, degli amori, che divengono altro dalla pura carne: ma questa è un’altra storia..

Gioia – Salute – Prosperità

© Michele Leone




[1] E. Schuré. I Grandi Iniziati, Roma 2010 pg. 28

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