Uno spazio in cui mettere come in un'agenda o una scatola appunti, idee, immagini e tutto quello che capita a tiro.. non mi interessa essere politicamente corretto o scorretto, sono ignorante e curioso, scientificamente ametodico, se troverai qualcosa di interessante ne sarò felice, altrimenti grazie lo stesso per essere passato.
venerdì 8 gennaio 2016
venerdì 1 gennaio 2016
PHILOSOPHIA 0.2
Spesso per acquisire
nuove prospettive è necessario guardare al passato, per conoscere il
particolare bisogna non dimenticare il generale, in riferimento alle
Scienze Ermetiche questo discorso diventa maggiormente necessario e
urgente. E' assai variegato il mondo dei così detti conoscitori di
cose occulte: si passa dai super specializzati professori
universitari sparsi per il globo ai saccenti esperti formati sulla
veloce lettura di post su Facebook.
Forse io che parlo ed
inizio questo discorso mi arrogo la conoscenza o l'esperienza? Nulla
affatto, la più alta qualità che posso riconoscermi è quella di un
esploratore nell'erranza. Errando alle volte si hanno delle
piccole epifanie che è necessario non sottovalutare, non lasciar
volare via. Per esperienza e tradizione credo più in coloro che
cercano la verità che in quanti se ne definiscano custodi o
portatori (più o meno sani). Come, cosa, dove cercare? Come trovare
un linguaggio, un modello espositivo che possa andare bene tanto agli
accademici quanto ai veloci fruitori di informazioni da fast food?
Sempre in rifermento al linguaggio non sarebbe forse necessaria anche
in campo iniziatico una semiotica che sia in grado di fornire dei
minimi comuni denominatori? Se attraverso la storia della Cultura,
delle Idee, delle Religioni con l'ausilio della psicologia, della
antropologia e di tutti gli strumenti delle discipline moderne si può
tentare di riunire quanto è sparso e lavorare per tornare con
chiarezza ad un approccio al Sacro, lo stesso, forse, non si può
fare con quanto concerne il mondo iniziatico. Il mondo iniziatico
dovrebbe essere in grado di fornire puntualmente questi strumenti ed
aggiungerne altri. Dovrebbe essere esportatore di metodologie e
conoscenza, di valori ed ideali. Al suo interno, dovrebbe essere in
grado di fornire strumenti diversi, di donare una formazione altra,
di ampliare lo spettro della percezione della coscienza (o anima o
spirito se si preferisce, non è questa la sede delle definizioni).
Quanto concerne il vero lavoro iniziatico è indicibile e segreto per
definizione, quindi è quasi inutile parlarne e quando se ne parla
spesso si presta il fianco alla frusta di perversi razionalisti o
materialisti o ingenui detentori di verità assolute.
A questo proposito e so
di ripetermi sarebbe necessaria una qualche “struttura” che possa
fornire degli strumenti minimi ed indispensabili per formare quanti
voglio avvicinarsi a certi argomenti. Argomenti che nulla hanno a che
fare con il soprannaturale (non esiste), argomenti che sono e
dovrebbero ritornare ad essere propri della Philosophia. Un percorso
che sia fatto per chi davvero ha intenzione di mettersi in viaggio
sulla Via perigliosa. Un tale percorso e cammino farà sorridere gli
esoteristi e probabilmente ridere altri. La stessa idea di una
biblioteca minima per aiutare i curiosi giovani esploratori della
Philosophia, potrebbe essere derisa ed allo stesso tempo quasi
irrealizzabile; Cento o duecento testi forse non basterebbero o ne
potrebbero bastare meno? quali inserire? quali escludere? Forse il
vero problema di questo bignami è cosa escludere. Un lavoro del
genere nasce necessariamente incompleto. Perché provare a redigerlo
allora? Quale è il suo scopo? Sono queste le due domande
fondamentali alle rispondere. Un lavoro del genere non può e non
deve essere un digesto bibliografico, deve essere un amico da tenere
sul comodino in cui trovare le indicazioni per potersi formare una
idea e in cui trovare la possibilità di acquisire strumenti per poi
autonomamente poter programmare e gestire il viaggio dentro e fuori
dalla propria interiorità. Deve ambire ad una certa universalità
delle opere inserite, dovrebbe essere valido a Roma come a Berlino, a
Mosca come a Sidney. Forse non solo una singola opera, ma in una
qualche maniera le opere di alcuni autori imprescindibili come ad
esempio: Porfirio, Bruno, Eliade, Jung, Zolla, Platone, Levi, Lullo,
Nietzsche, Pico, Scholem e via dicendo.
Dopo tutte queste parole
un consiglio di lettura per iniziare, solo ieri nel 2015 compiva 40
anni la prima edizione del lavoro di Mircea Eliade, Storia delle idee
e delle credenze religiose.
Gioia – Salute -
Prosperità
©
Michele Leone
immagine
presa dalla rete
lunedì 21 dicembre 2015
21 dicembre 2015
A voi il mio pensiero più affettuoso per il questo 21 dicembre
Gioia - Salute - Prosperità
Michele
Gioia - Salute - Prosperità
Michele
domenica 13 dicembre 2015
Andania
…
I candidati a ricevere l’iniziazione per la prima volta indossino la
strighilide. Ma al comando dei hieroi
depongano la strighilide e si incoronino tutti di alloro. (§ 4) (disposizioni
per) il vestiario.
I
candidati a ricevere l’iniziazione ai misteri stiano in piedi, scalzi, e
indossino
Una
veste bianca…
…(§
11) (Disposizioni relative a) I tributi…
…
…
la tassa d’ingresso pagata dai candidati per la prima volta all’iniziazione..
Il giuramento
“…Se
rispetto il giuramento prestato. Possa io ricevere il premio destinato ai pii,
destino contrario mi tocchi se commetterò spergiuro”.
(in
Le religioni dei misteri, vol. II pp. 143-145 e p. 153)
Questo
post è più che altro una nota personale nell’ambito di alcune ricerche sulla
iniziazione, rito e mito. Oggi lo lascio senza commento, ma chi è avvezzo alla
lettura delle cose iniziatiche e misteriche non avrà bisogno di spiegazioni per
cogliere quanto vi è di tradizionale in molte pratiche ancora oggi in uso in
alcune scuole iniziatiche.
Gioia
– Salute – Prosperità
©Michele
Leone
Immagine:
Mercurio di Giovanni Antonio Burrini Bologna 1656-1727
sabato 12 dicembre 2015
PHILOSOPHIA 0.1
Da
tempo, ed è irrilevante la quantità dello stesso essendo il tempo almeno nella
accezione comune una banale convenzione, mi interrogo su quale possa essere la
strada da seguire per trasmettere e portare alla luce in una forma organica e
comprensibile parte del messaggio della PHILOSOPHIA. La trasmissione e forse la
stessa comprensione non posso non essere che parziali. Chi può sostenere di
aver compreso? La stessa parola philosophia, è volutamente resa in
questa forma segnica e non nel più comune filosofia. La motivazione di questa
grafia è tanto semplice quanto cruciale. Se ad esempio digitiamo sul
vocabolario on-line della Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/filosofia/)
la parola filosofia avremo questa definizione: “Nella tradizione
occidentale, termine che, a partire da un primo sign. di desiderio di cultura e
di conoscenza in generale, si specifica, già all’epoca della filosofia classica
greca, come quell’attività del pensiero (identificantesi con il filosofare) che
tende a ricercare quanto rimane stabile in ogni esperienza e costantemente
valido come criterio dell’operare, finendo quindi con l’indicare il risultato
stesso della ricerca: di qui il significato di forma di sapere che tende a
superare ogni conoscenza settoriale per attingere ciò che è costante e uniforme
al di là del variare dei fenomeni, al fine di definire le strutture permanenti
delle realtà di cui l’uomo ha esperienza e di indicare norme universali di
comportamento. …”. Questa definizione come molte di quelle che si
possono trovare in vocabolari, dizionari ed enciclopedie, sono a mio avviso
monche e fuorvianti. A solo titolo di esempio mancano una definizione ed una
distinzione tra: cultura, conoscenza e sapienza. Come se non bastasse in molti
di questi strumenti si parla di termine (seppur in senso tecnico) e non di
parola. Termine rimanda inevitabilmente al declino e non alla “forza
creazionale”. E’ il declino del pensiero e del sacro nell’Occidente che crea la
filosofia come oggi viene intesa ed insegnata. E’ questo declino, accettato con
gioia e rassegnazione, a renderci dei dinosauri prossimi ad una poco dignitosa
estinzione. Non a caso molti Filosofi sono esclusi dai manuali e di molti altri
viene moncato ed amputato il pensiero, mentre alcuni filosofi sono osannati
come eroi. Tradizionalmente il primo a definirsi filosofo è stato Pitagora
e a questo indagatore che in buona parte dobbiamo rifarci per restituire alla philosophia il suo senso più autentico.
Senso di unione e non separazione. Dobbiamo restituire alla philosophia la poiesis intesa come capacità di creare, come intima connessione al mito ad
alla poesia, conseguentemente ritrovare il punto tangente con il sacro. Nulla
di quanto ha a che fare con gli uomini è estrano alla filosofia, questa
affermazione se è vera da un lato è insufficiente dall’altro. Insufficiente perché
dovremmo rifinire cosa è umano.
Tornando all’inizio di questa pagina,
come trasmettere? Prima di trasmettere bisognerebbe comprendere e se non
comprendere nella pienezza del significato di questa parola ed idea, almeno
aver viaggiato ed esperito le strade dell’essere. Non è possibile trasferire
una conoscenza (oserei dire una coscienza) sia essa profana sia essa iniziatica
se non si è avuta una qualche esperienza della stessa. Una prima risposta la
troviamo già nella formulazione della domanda, ossia, come e non cosa. A mio
avviso bisognerebbe trasmettere non con la fredda e spesso spocchiosa quanto
inutile ragione (soprattutto se intesa e declinata come dal 17 febbraio 1600 in
avanti), ma con l’entusiasmo e l’amore. Questo discorso è lungi dall’essere
completato, mancano innumerevoli varianti, mancano le definizioni di scienza,
il rapporto tra questa e la Magia ed una definizione di quest’ultima arte e la
verifica se sia la Magia o la Philosophia l’Arte per eccellenza. Manca
la definizione di quali strumenti intellettuali, animici o spirituali bisogna
utilizzare per percorrere le via dell’Arte. Per oggi può bastare…
Gioia – Salute – Prosperità
©Michele Leone
Immagini prese dalla rete
mercoledì 9 dicembre 2015
Il richiamo della Tempesta 0.1
Ich bin kein ausgeklügelt Buch,
Ich bin ein Gott mit seinem
Widerspruch…
Molti anni fa, oserei
dire alcune vite or sono, ebbi a scrivere una poesia dal titolo Il marinaio; di
quei versi giovanili rimangono solo una targa, una pergamena ed un titolo. Nel
profondo restano emozioni e sensazioni, resta un sentire accompagnato da un
modo di essere e di vivere che nella sua essenza non può essere sradicato. Si possono
compiere innumerevoli volteggi, si può essere come diceva simpaticamente
qualcuno marinai d’acqua dolce, si può persino essere marinai di terra. Per i
più svariati motivi si può abbandonare od affondare il proprio legno e volgere
le spalle al mare. Si posso fare tante cose, si può perfino arrivare ad
illudersi di averlo dimenticato. Il mare, come l’Africa danno astinenza, prima
o poi una qualunque sirena ricomincerà a cantare.
Di lontano, percepire
una tempesta in arrivo, la madre di tutte le Tempeste! E’ quello il momento in
cui viene messa in discussione la vocazione, la Tempesta è la chiamata. Sono
gli dèi di molteplici pantheon assisi a gustarsi lo spettacolo della scelta. Se
si è divenuti marchiati, segnati, siano essi simboli visibili o metafisici, non
si può eternamente fuggire alla propria essenza. Il destino non è un accidenti
frutto del caso è una scelta, è l’armonizzare le energie forti con quelle
dolci, è quanto è ineluttabile, non perché inevitabile o posto da altri sulla
nostra strada, è ineluttabile perché è l’unica strada che possiamo compiere. La
tempesta è la chiamata, è la manifestazione fisica dello scioglimento di cordoni
ombelicali metafisici o psichici a seconda di quello che preferite. Alla Tempesta
non si può non rispondere, una risposta va data, una risposta che risiede nello
scarto e contemporaneamente nella somma non algebrica di Eros e Thanatos!
Non vi è più tempo,
bisogna correre li al limite dell’abisso e decidere se essere spettatori della
tempesta o viverla. Lo spettatore, già privilegiato per essere arrivato a
godere dello spettacolo potrà al massimo godere del sublime; affrontarla
significa divenire altro, significa ricomporre quanto è sparso o specularmente
disperdersi nel creato. Dispersione questa volta, naturale ed armonica sì
vicina alla musica delle sfere.
Hermes il viaggiatore,
claudicante mi avvio nel bosco per
scegliere la legna…
Gioia – Salute –
Prosperità
©Michele Leone
domenica 29 novembre 2015
Filosofia in viaggio e amore
Ciao
a tutti, ancora un video, probabilmente preferite i vecchi post meno
tecnologici e probabilmente li preferisco anche io…
…questi
post sono dei test, hanno lo scopo di verificare se i video sono una strada da seguire o da
abbandonare subito, per questo motivo vi chiedo di dedicare del tempo ed esprimermi le
vostre critiche, opinioni e consigli per permettermi di conoscere il vostro
pensiero in merito.
Grazie
a tutti
Gioia - Salute – Prosperità
©Michele
Leone
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